Giuggianello, le due ampolle da pellegrino cercano ancora casa: da quale chiesa provengono?

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Giuggianello – Il Centro di cultura sociale e di ricerche di Giuggianello ha pubblicato un prezioso opuscolo dal titolo lunghissimo “Le ampolle da pellegrino del casale medievale di Quattromacine nel contesto delle vicende plurisecolari legate ai pellegrinaggi dell’antichità cristiana” curato da Vincenzo Ruggeri, fondatore e a lungo presidente del Centro.

Il ritrovamento del tutto casuale (da Antonio Tunno, nel 1995, nel corso dell’aratura del campo ad est dei resti del casale medioevale di Quattromacine) è importante perché aiuta a fare luce su quel fenomeno che dal 1300 in poi interessò  tutta l’Europa, cioè i pellegrinaggi in Terrasanta lungo la via Francigena  con le propaggini che arrivavano a Otranto e a S. Maria di Leuca.

Le ampolle costituivano  un corredo indispensabile per i pellegrini e, al ritorno del viaggio che molto spesso era lungo e pericoloso, costituivano la prova dell’avvenuto  pellegrinaggio. Le ampolle, infatti, venivano riempite di acqua o olio  a cui si attribuiva valore sacrale. Un po’ come ora succede per l’acqua di Lourdes che viene custodita in statue trasparenti della Madonna.

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Appese al collo Le due ampolle di piombo hanno due manici che servivano per essere sospese al collo del pellegrino. Al ritorno in patria spesso erano custodite o nelle chiese, nelle case o nei luoghi di lavoro che erano affidati alla protezione dei Santi.  Le due ampolle di Quattromacine, considerato il luogo del ritrovamento, saranno state custodite in una chiesa dedicata a S. Leonardo (nel catasto onciario del 1753 S. Linardo è definito il fondo in cui sono state trovate).

Così vengono descritte le due ampolle: «La prima, fortemente danneggiata, ma non lacunosa, presenta le superfici lisce: su entrambi i lati è stata incisa, con uno strumento molto appuntito, una semplice e rozza croce». Più articolata la seconda che presenta su un lato una conchiglia “identificabile come un pettine (pecten iacobeus). L’altro lato presenta un fiore dalla forma stellare a dieci petali”.

Secondo il professore Paul Arthur, che conclude il lavoro con un breve saggio, “allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile assegnare le ampolle a un santuario specifico”.  Potrebbe essere determinante la raffigurazione del pettine e orientare quindi verso Santiago di Compostela, ma non è così perché – precisa il professore – “il pettine venne assunto come simbolo generale del pellegrinaggio, in particolare verso la fine del Medioevo”.

Si calcola infatti che in quel periodo si siano recati a Santiago di Compostela da mezzo milione a due milioni di pellegrini sicché , considerata la grande affluenza, “la connotazione pettine = San Giacomo  è stata gradualmente soppiantata dalla connotazione pettine= pellegrinaggio”.

Valore del ritrovamento Se non si sa con certezza da quale santuario provengano le due ampolle, rimane invariato il valore intrinseco della scoperta. Dal 1300 in poi, dalla data cioè del primo giubileo, anche piccoli casali del sud, come Quattromacine, sono stati  interessati ai grandi percorsi dei pellegrinaggi europei.

In ogni caso questo ultimo ritrovamento testimonia la passione per la storia  di un piccolo centro (Giuggianello è il più piccolo paese della provincia di Lecce) e la passione  per la ricerca del Centro di cultura che arricchisce ormai da tanti anni il piccolo museo di studi e di reperti.

 

 

 

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