“Giudice di pace” chiuso per Covid a Gallipoli: manca il personale e saltano le udienze. Sei Comuni in cerca di una soluzione

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Gallipoli – Ufficio del Giudice di pace ancora in standby a Gallipoli a causa delle defezioni nel personale provocate dall’emergenza Covid. Manca il personale di cancelleria, visto che dei tre impiegati uno solo è presente in ufficio dovendo curare i settori civile, penale e gli altri adempimenti connessi. Al 5 marzo scorso risale il ricovero per  Covid di un dipendente comunale distaccato presso quell’ufficio, in cui operano i magistrati onorari Tobia Nassisi (di Melissano) e Franco Longo (di Collepasso), il primo anche con funzioni di giudice coordinatore.

Nei giorni scorsi, era stato il presidente del Tribunale a disporre il rinvio di tutte le udienza dal giorno 9 fino al 15 marzo 2021, “preso atto delle comunicazioni del Comune di Gallipoli, in relazione alla positività al Covid 19 di un dipendente comunale, che non avrebbe consentito il regolare funzionamento delle cancellerie”.

Da 3.000 a 1.000 udienze

Finito di costruire nei primi anni ’80, l’edificio (i cui locali sono attualmente in parte occupati dall’Istituto nautico “Amerigo Vespucci)  è stato in un primo momento sede di Pretura, per poi divenire Sezione distaccata del Tribunale di Lecce. Prima della pandemia vi si tenevano, di norma, 4 udienze civili al mese per magistrato e 5 penali, e venivano sfornate intorno alle 3.000 sentenze all’anno, ora ridottesi drasticamente a poco più di 1.000, proprio a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

All’organizzazione dell’ufficio (e quindi anche del personale amministrativo)  provvedono i Comuni che ricadono sotto la sua giurisdizione, e cioè, oltre a Gallipoli, anche  Alezio, Galatone, Parabita, Sannicola, e Tuglie. Il sindaco Stefano Minerva sta cercando in questi giorni di trovare una soluzione insieme agli altri Primi cittadini coinvolti, al fine di sopperire alla grave carenza di personale: il rischio che si prospetta, in caso di protratta inattività dell’ufficio, è quello che il Ministero della giustizia possa disporne la chiusura.