Giornate della Memoria speciali nelle scuole di Nardò, in ricordo di Nino, un contadino internato militare resistente

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Quest’anno in ricorrenza della Giornata della Memoria molti istituti secondari di primo grado e secondari di secondo grado di Nardò hanno dedicato intere assemblee d’istituto per parlare di testimonianze riemerse dall’oblio del tempo, di storie come quelle di Nino Pagliula dimenticate e tuttora ancora troppo poco conosciute.

Al centro delle attenzioni di tanti studenti gli Imi, Internati militari italiani”, che durante la Seconda guerra mondiale dopo l’8 settembre del ’43 decisero di non schierarsi dalla parte di nazisti e fascisti e per questo pagarono il loro rifiuto con l’internamento nei campi di concentramento, sfruttati come manodopera schiavizzata per conto dei tedeschi.

Si è parlato e discusso molto su questo argomento, per questo motivo sia io che i miei compagni di gruppo Elsa Indiano, Danilo Ingusci e Simone Marsina, ex liceali ora studenti dell’Unisalento,  ci teniamo a ringraziare vivamente voi studenti, docenti e presidi per aver accolto questo progetto a cui abbiamo lavorato insieme e per aver fatto sì che la testimonianza di Nino e la storia degli Imi entrassero nelle nostre scuole. Grazie anche a piazzasalento.it che ci ha sostenuti in questa iniziativa facendola conoscere in un ambito più vasto.

E’ fondamentale conoscere queste testimonianze che ci portano a mantenere sempre viva la nostra memoria e le nostre coscienze in un mondo in cui ricordare è il privilegio di chi vuole essere migliore, di chi combatte per valori di uguaglianza in una realtà purtroppo ancora tuttora divisa da tanto egoismo e violenza, indifferenza ed emarginazione.

Per questo è altrettanto importante che l’istruzione vada di pari passo con l’ educazione che costituisce il fondamento forse più importante dell’umanità: il rispetto verso l’altro. Forse tutto ciò che noi ragazzi abbiamo bisogno di sapere non è tanto cosa fare nella nostra vita, ma piuttosto chi essere, sviluppare dei valori, delle idee di uguaglianza che ci portino ad essere guerrieri dell’amore nei seminterrati della violenza e dell’emarginazione, seminatori di stelle in questo cielo opaco della società.

Eppure ancora oggi discriminiamo, odiamo, giudichiamo, prendiamo in giro e deridiamo, non siamo poi tanto diversi da ciò che siamo stati se ancora oggi si discrimina una persona per il semplice colore della pelle, religione o orientamento sessuale, non siamo poi tanto diversi se ancora oggi confondiamo il concetto di maggioranza con quello di conformismo, se ancora oggi un poliziotto americano soffoca un afroamericano solo per il colore della sua pelle; oppure, più semplicemente, se nelle scuole si verificano atti di bullismo sotto l’indifferenza della collettività, se quando si vedono simboli nazisti e discriminatori disegnati sui banchi si preferisce far finta di niente giustificando il fatto con “sarà qualche stupido”…

Eppure non mi sembra che il male si sia mai fatto spazio nella società tramite un criterio intelligente. Fermiamoci, però, un attimo a pensare che pur con tutti questi limiti che lacerano l’umanità, noi, tutti noi, insieme possiamo essere più forti di tutti questi mediocri limiti, perché in ognuno di noi c’è un’ anima umana in grado di amare … in ogni uomo, donna, bambino c’è lo specchio di chi siamo e dentro cui possiamo rifletterci per comprendere che gli altri sono uguali a me nella loro straordinaria unicità e che abbiamo tutti il medesimo diritto di vivere, sognare, credere e amare. Solo un piccolo augurio per tutti noi ragazzi: siate migliori, l’eccezione, luce che riporti ordine nell’oscura realtà di un’umanità dispersa.

Francesca Vonghia . Liceo classico Galilei – Nardò