“Giornata mondiale del rene”, l’impegno dell’Unità di Nefrologia del “Sacro cuore” di Gallipoli: “Centro dialisi da potenziare”

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Gallipoli – «Nonostante il Covid i nostri reni continuano a funzionare e la prevenzione non si ferma!». Questo il punto di partenza che accompagna la “Giornata mondiale del rene” che anche quest’anno viene celebrata presso l’unità di Nefrologia e dialisi dell’ospedale “Sacro cuore” di Gallipoli.

A causa della pandemia, per il secondo anno consecutivo non potranno esserci i consueti incontri diretti con l’utenza, con le iniziative di screening nefrologici ambulatoriali, ma a sensibilizzare la popolazione sui sintomi precoci delle patologie renali e sugli esami da effettuare per una diagnosi tempestiva ci pensano i manifestini celebrativi della Giornata e la distribuzione gratuita, nei vari punti dell’ospedale, di libretti informativi sulle malattie renali.

Patologie in crescita

Nel 2019, la Giornata mondiale del rene organizzata a Gallipoli fece registrare un record di affluenza con 90 persone che si sottoposero, solo nella mattinata, a test di screening urinari e visita nefrologica: l’iniziativa permise di individuare precocemente in molti pazienti “ignari” segni di danno renale. Più in generale, le patologie renali sono in costante crescita in tutto il mondo alla luce dell’incremento della età media della popolazione, della patologia diabetica e delle malattie cardiovascolari.

«Ci troviamo spesso ad affrontare situazioni in cui il danno renale è già presente ed avanzato – fa sapere Alessandro D’Amelio, responsabile dell’unità di “Nefrologia e dialisi” del “Sacro cuore” – con la necessità di avviare il paziente al trattamento dialitico ovvero al rene artificiale». Le malattie renali sono, infatti, subdole e possono essere scoperte precocemente, anche in assenza di segnali, solo facendo particolari ma semplici esami come il prelievo di sangue per creatininemia, azotemia, uricemia, un esame urine, una altrettanto semplice ecografia dei reni e vescica. L’impegno del reparto del “Sacro cuore” è quello di incrementare l’attività ambulatoriale nefrologica malgrado le difficoltà del momento legate alla pandemia. Nell’Unità di “Nefrologia e dialisi”, insieme a D’Amelio, fanno parte i dottori Oronzo Lazzari e Antonio Maria Cardone, insieme all’intera  equipe infermieristica.

Un Centro da potenziare

«Abbiamo un Centro dialisi che appare, purtroppo, inadeguato all’incremento di richieste di trattamenti e abbiamo chiesto – fanno sapere dal reparto – una giusta e necessaria ricollocazione dell’Unità operativa con spazi idonei che possano consentirci di lavorare in maniera qualitativamente ancora migliore per quello che è un Centro inserito in un ospedale di primo livello».

In particolare d’estate, al nosocomio gallipolino fanno riferimento numerosi pazienti  emodializzati che provengono da altre regioni ed anche dall’estero.  «Ma anche il programma Dialisi estiva deve per adesso fermarsi non avendo gli spazi necessari in quanto dobbiamo garantire una “copertura” di emergenza ai nostri pazienti cronici in caso di situazioni di rischio infettivo», concludono invocando un “salto di qualità” del “Centro dialisi”. Il reparto di Nefrologia e dialisi è stato pure insignito di recente del premio “Eccellenza del territorio” nell’ambito del Premio internazionale “De Finibus  Terrae”, di cui è presidente la scrittrice, nonché dirigente medico ospedaliero, Maria  Teresa Protopapa.