Giornata mondiale del Creato: Coldiretti Puglia sottolinea il ruolo degli agricoltori nella difesa dell’ambiente

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Raccolta uva (foto d’archivio)

Lecce – Agricoltori eroici custodi della terra e della biodiversità: nella Giornata mondiale per la custodia del Creato, ricorrenza voluta dalla Conferenza episcopale italiana e fissata per l’1 settembre (ma con iniziative delle singole diocesi su tutto l’arco del mese), Coldiretti Puglia sottolinea il ruolo centrale degli agricoltori nella difesa dell’ambiente.

Sono loro infatti – si legge in una nota – “che preservano presidi di eccellenza della biodiversità anche in condizioni climatiche estreme, lavorano in terreni con rese molto basse o con difficoltà eccessive nel processo produttivo e salvano dal rischio estinzione le 623 specie autoctone pugliesi”.

La tutela dell’ambiente passa anche dalla scelta del cibo

Savino Muraglia

La Puglia può contare su 245mila ettari di aree naturali protette – spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia –, di cui il 75,8% rappresentato da parchi nazionali e l’8,3% da aree naturali e riserve naturali marine. In questi luoghi protetti la varietà vegetale comprende 2.500 specie. Va rispettato il modello di agricoltura costruito attorno al territorio, perché il territorio è lo strumento per offrire bellezze, bontà e genuinità, quindi, anche occasione di autentico miglioramento della qualità della vita, non sacrificabile sull’altare di uno sviluppo apparente e non sostenibile”.

La custodia del Creato, la difesa cioè dell’ambiente, passa per Coldiretti anche dalle scelte in tema di alimentazione: preferire prodotti biologici (la Puglia è fra le prime 3 regioni produttrici) e a km 0 offre vantaggi per la propria salute e per quella dell’ambiente, contrastando l’inquinamento.

Per i consumatori il Km 0 garantisce l’impatto 0 – sottolineano da Coldiretti –, considerato che a livello globale è stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave o aeroplano prima di arrivare sulle tavole. E spesso ci vuole più energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull’atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall’emissione di gas ed effetto serra. Consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia – conclude la nota di Coldiretti –  può arrivare ad abbattere fino a 1.000 chili di anidride carbonica l’anno”.