Giornata dedicata ai poveri, la Diocesi di Ugento si dà appuntamento a Ruffano

Invitate 150 persone in difficoltà, servite da volontari, sacerdoti e sindaci

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Ruffano – Anche quest’anno la diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca aderisce alla Giornata mondiale dei poveri. “La speranza dei poveri non sarà mai delusa” è il tema di questa edizione indetta da Papa Francesco per domenica 17 novembre.

Organizzato dalla Caritas diocesana (direttore don Lucio Ciardo, di Alessano) l’appuntamento, giunto alla sua terza edizione, prevede alle 10.30, presso la cappella della “Città della domenica” di Ruffano (masseria Mariglia, via San Giovanni Bosco, 10) la Messa celebrata dal vescovo della diocesi mons. Vito Angiuli e alle 12 la preghiera dell’Angelus, in collegamento televisivo da piazza San Pietro, dove Papa Francesco non mancherà di salutare, com’è solito fare, anche i convenuti della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.

Alle 13,00, sempre nella Masseria Mariglia, ci sarà il pranzo, cui prenderanno parte circa 150 persone in difficoltà della diocesi assieme al vescovo Angiuli. Il pranzo, che viene offerto dalle comunità parrocchiali e dalle diverse associazioni laicali della diocesi, sarà servito dai sacerdoti e dai 17 sindaci della stessa diocesi.

Il messaggio di mons. Angiuli

«Il Santo Padre ci ha ricordato che Gesù ha inaugurato il suo Regno ponendo i poveri al centro. Lui ha inaugurato, ma ha affidato a noi, suoi discepoli, il compito di portarlo avanti, con la responsabilità di dare speranza ai poveri. Per questo – scrive mons. Angiuli nel suo messaggio per la Giornata – è necessario, soprattutto in un periodo come il nostro, rianimare la speranza e restituire fiducia. Si tratta di un programma che la comunità cristiana non può sottovalutare. Perché ne va della credibilità del nostro annuncio e della testimonianza dei cristiani. Infatti, l’opzione per gli ultimi, per quelli che la società scarta e getta via è una scelta prioritaria che i discepoli di Cristo sono chiamati a perseguire per non tradire la credibilità della Chiesa e donare speranza fattiva a tanti indifesi».