Giornalista minacciata su Facebook: si dimette consigliere comunale a Casarano

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CASARANO. Sono arrivate nella mattinata odierna le dimissioni del consigliere comunale di Casarano Gigi Stefàno. Di ieri l’aspra polemica divampata su Facebook con l’ormai ex consigliere che ha reagito con toni decisamente “sopra le righe” e con gravi minacce all’inchiesta del periodico on line “Il Tacco d’Italia” sulle presunte complicità tra gestione dei rifiuti e malavita organizzata. Le dimissioni sono state motivate “al fine di evitare qualsiasi speculazione politica che possa nuocere all’intera città e all’Amministrazione comunale”. L’ex consigliere (nel 2012 tra i più suffragati nella lista “Gianni Stefàno sindaco” con 193 voti) spiega, tuttavia, come “a tutt’oggi non sono destinatario di alcun provvedimento giudiziario”. Preso atto delle dimissioni (dal carattere irrevocabile), il sindaco Gianni Stefàno le ha subito definite “quanto mai opportune”, stigmatizzando, in rappresentanza dell’intera Amministrazione comunale, e prendendo le distanze “ dal comportamento e dalle espressioni utilizzate sui social network in quanto non consone al ruolo di consigliere comunale e di rappresentante delle istituzioni, indipendentemente da qualunque appartenenza politica”. Solidarietà è stata espressa alla giornalista Marilù Mastrogiovanni, autrice dell’inchiesta, dal vice-ministro Teresa Bellanova e dai vertici della Federazione nazionale della stampa, con il segretario generale Raffaele Lorusso ed il presidente Giuseppe Giulietti, che insieme al presidente dell’Associaizone della stampa pugliese, Bepi Martellotta, venerdì prossimo incontreranno a Bari la giornalista. Di mafia e legalità si parlerà pure a Casarano (dove il 21 marzo è in programma la Giornata provinciale di Libera), con l’incontro pubblico di venerdì 17 marzo, alle 18,30 in auditorium, per la presentazione del libro “Noi, gli uomini di Falcone” di Angiolo Pellegrini. Tra gli interventi, insieme all’autore stesso, anche quelli del sindaco Stefàno, per prefetto di Lecce Claudio Palomba, del procuratore Antonio De Donno e dell’ex procuratore della Direzione distrettuale antimafia Cataldo Motta.

 

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