Gallipoli, sopralluoghi, studi e idee di aspiranti architetti e di artigiani per far risplendere il centro storico

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Gallipoli – Il clou sarà una settimana di full immersion (non o almeno non solo) nel mare cristallino di Gallipoli il prossimo novembre, preceduta da una serie di incontri-sopralluoghi, schizzi e bozze per poi giungere ad una “offerta” finale alla città su come far risplendere quello scrigno chiamato comunemente centro storico. E’ l’ultimo parto assemblato dallo staff del gruppo Caroli Hotels, su una idea di un antico frequentatore di Gallipoli: “Da almeno 15 anni vengo qui da voi, ho notato un centro storico trattato, in modo distratto, un po’ sorprendente, con un mercatino in cui si vende di tutto, ma qui la memoria è importante, tra confraternite, chiese; intorno alla Fontana greca gira il mondo, antico e contemporaneo”: ha detto anche questo l’altra sera (12 febbraio) all’incontro al Bellavista Hotel l’architetto Vincenzo Vallone di Telese Terme, in provincia di Benevento, dove vive e lavora. Sono in grandissima parte in Campania le sue realizzazioni urbanistiche, tutte all’insegna del recupero di memorie appunto, di tratti della storia e di eliminazione di aggiunte, trascuratezze e brutture.

Un patto tra professionisti e chi ci mette le mani. Ci vuole, prima, un patto vero tra professionisti e artigiani; una azione comune seguendo le indicazioni della Soprintendenza “che deve fornire le linee di comportamento soprattutto nel campo edilizio”. Gli artigiani richiamati non sono solo quelli d’arte ma anche elettricisti ed idraulici, tutti magari convinti che l’architettura può migliorare la salute delle persone anche con il loro contributo e con cui i professionisti hanno un rapporto da ricostruire.

Ok dal Politecnico di Bari e da 14 aziende (solo tre della città). E’ partita l’opera di sensibilizzazione presso enti ed istituzioni, piccole aziende. Il Politecnico di Bari, facoltà di Architettura ha risposto e suoi saranno gli studenti in architettura coinvolti. Forse si aggiungerà anche l?Istituto d’arte di Lecce. Per fare cosa? “Attraverso una comune visione culturale, far capire che insieme si possono fare cose importanti – dice Vallone (nessuna parentela con i Vallone salentini) – creare una coscienza collettiva, introdurre il senso della vergogna in rapporto alla bellezza”. Qualche esempio operativa: l’eliminazione delle superfetazioni, recuperare decorazioni, intarsi, incisioni; proteggere le pietre e i lavori in ferro battuto nel quadro cromatico generale (da definire una volta per tutte, dopo tanti annunci). “E tante altre cose – affermano i promotori, col direttore Attilio Caroli Caputo in testa – purché le stesse possano potenziare e concretizzare la bellezza esistente, sopra e sotto l’isola del borgo antico. Al termine dell’esperienza, che si intende ripetere negli anni, anche al fine di valutare gli effettivi passi compiuti nella direzione del recupero della preziosa realtà gallipolina, la documentazione elaborata, in supporti multimediali, cartacei e 3D, sarà consegnata agli Enti istituzionali durante una tavola rotonda”.

Cavi, tubi, pompe di calore: mai più così. Niente più cavi elettrici che attraversano frontali austeri, o tubazioni o pompe di colare messe così come capita, senza nessun rispetto. Dice Fabrizio Benvenga, uno dei pochi artigiani aderenti di Gallipoli, specialista nella lavorazione di cristalli: “Col salmastro che divora tutto, si sostituiscono infissi e vetrate di nicchie senza molta attenzione e rispetto”.  In questo primo elenco di artigiani disponibili, oltre a Vetreria Cristalvetri di Benvenga, figurano Falegnameria Scarpina, Makers Young di Gallipoli;  gli altri sono tutti di fuori città: AB Stilcasa Casarano; Impresa Leopizzi 1750 Parabita; Fonderie De Riccardi Maglie; Luminarie fratelli Parisi Taurisano; Vetreria Due Emme Matino; Falegnameria De Nuzzo Melissano: Pitardi Cavamonti Maglie; Pavimenti De Filippi Lecce; De Pascalis Impianti Galatina; Officina Mosaico Otranto.