Gallipoli, sono arrivati tutti nonostante posti dimezzati causa Covid. Treni, Sud Est, aeroporto di Brindisi, pullman da pienone. Per ripartire si teme l’imbuto (e prezzi alle stelle)

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Gallipoli – Ancora per qualche giorno sempre pieni i treni che scendono in Puglia e nel Salento. Soffrono il dimezzamento quasi dei posti causa Covid 19 ma, in qualche misura, hanno messo riparo con i rinforzi di Trenitalia nel fine settimana da Roma (invariati quelli da Milano). Dal 17 agosto il consistente flusso di viaggiatori si invertirà e verso Roma ci sarà un altro treno aggiuntivo (partenza ore 17.55). Discorso analogo per gli aerei, a salire soprattutto.

Da stazioni e aeroporti il quadro che vien fuori è questo. L’incremento di collegamenti aerei da Brindisi di Alitalia ed altre compagnie hanno dato risposte positive finora, tranne per le tratte con autobus o treni locali per raggiungere gli scali soprattutto dal Sud Salento. Gli aerei della compagnia di bandiera hanno portato i voli da uno a tre dal Papola Casale di Brindisi per Milano Linate e i due per Roma: A questi si sono aggiunti i voli di Ryanair e Easyjet anche da Malpensa e da Orio al Serio (Bergamo).

Adesso il problema è trovare posto per risalire – raccontano da un’agenzia viaggi di Gallipoli – con i prezzi che sono piuttosto alti: un Brindisi Milano da 358 euro, con i low cost a 230; per scendere invece i biglietti sono fermi a 100-120 euro. Restano problematici i collegamenti con i due aeroporti pugliesi nonostante che la stagione sia alla fine decollata alla grande”.

E a livello locale? “Posti tutti occupati” dicono dalle Ferrovie del Sud Est, ma con mascherine indossate a tappeto. Pieno di passeggeri in veicoli finalmente adeguati: i biancorossi Atr e gli altri ultimi arrivati color giallo-grigio, provvisti anche per il trasporto di bici. la copertura oraria del servizio è aumentata: dalle 5,14 (primo treno per Lecce) alle 22,31 per l’ultimo treno da Lecce.

Ma anche qui il Covid19 e le misure di prevenzione hanno lasciato il segno insieme a qualche “buco” gestionale: la sala d’attesa, per esempio, è chiusa e non ci sono alternati. La macchinetta per i biglietti è rimasta guasta per una settimana, con gli utenti dirottati sulle vicine edicole o col capotreno a rilasciare biglietti manualmente a bordo.

“Come flusso di viaggiatori – dicono in stazione a Gallipoli – siamo quasi agli anni di punta”.  Ma non colpisce tanto questo, quanto un altro dato: “Arrivano treni pieni di giovani e giovanissimi; a volte capita che alcuni sono però tutti in rosa, cioè pieni dall’inizio alla fine di ragazze”.

Il boom al terminal degli autobus provenienti da tutta Italia lo si è avuto con l’ultima settimana di luglio. “Prima sì, abbiamo lavorato, ma solo nei fine settimana”, dicono gli esercenti della zona. “Ogni sabato è una infornata di ragazzi e ragazze soprattutto dal Nord Italia e dal Lazio”, confermano. “Certo, ad accoglierli non c’è ancora una vera e propria stazione, con quanto può servire a chi sta in autobus anche dieci o 12 ore”.

(nella foto in homepage un gruppo di turisti di Regio Emilia per la prima volta a Gallipoli)