Gallipoli – Altra giornata di alta tensione politica nel Comune di Gallipoli attorno alle questioni della portualità cittadina, come richiesto dalla minoranza. “Provvederemo con immediatezza ad informare il Prefetto sulla gravità di quanto accaduto anche perché riteniamo che soprattutto da parte del Presidente del Consiglio comunale – dott. Rosario Solidoro – che è Presidente di tutto il Consiglio non di una maggioranza, vi sia stata una grave e palese omissione ai danni del pieno esercizio del diritto dei Consiglieri comunali di richiedere e svolgere le riunioni di Consiglio su temi  fondamentali per la vita pubblica della Città”. Firmato i consiglieri Flavio Fasano, Sandro Quintana, Caterina Fiore, Giuseppe Cataldi.

“Non esiste alcun  “attentato alla democrazia“, nessun golpe, nessuna “azione vigliacca” della maggioranza che, va ricordato bene a qualche smemorato, ha il  compito democraticamente affidato dal responso elettorale di dettare  l’agenda di governo, secondo le proprie linee programmatiche e nei tempi  da essa ritenuti opportuni. Non è un caso, a conferma di ciò, che la  legge ponga in capo proprio alla maggioranza consigliare l’onere di  garantire lo svolgimento dei Consigli comunali ritenuti essenziali per  l’azione amministrativa del Comune, quale quelli sul bilancio”, la risposta dell’Amministrazione comunale in calce ad un Consiglio comunale convocato in seconda convocazione oggi e mai cominciato, come quello fissato per il 30 ottobre ed andato deserto per le assenze della maggioranza.

Le questioni proposte Come si ricorderà le opposizioni volevano che si discutesse in aula in particolare del progetto di ampliamento di Porto Gaio e della darsena Bleu Salento. In un volantino fatto circolare nel primo pomeriggio, si attacca la Giunta  e in particolare “il duo Venneri-Minerva”: “Minerva non vuole spiegare alla città perché ha cambiato parere su Porto Gaio e non vuole dire perché ha dato la possibilità ad un imprenditore di Nardò di costruire un porto privato di enormi dimensioni in contrasto con l’interesse pubblico per un porto comunale”. Seconda questione: “Minerva non vuole spiegare perché, dopo un anno e mezzo dalla sentenza definitiva del Consiglio di Stato sulla Darsena Bleu Salento – dichiarata illegittima – non ha provveduto ad una forma di gestione diretta comunale, nè ha tutelato i lavoratori”. Per i quattro consiglieri da ciò ne sarebbe derivato un “grave danno erariale”.

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Dopo aver dato atto al presidente Solidoro di aver svolto finora in modo “inappuntabile” il suo ruolo, nella nota l’Amministrazione dedica, per il momento, poche righe sugli argomenti in discussione: “Nel caso specifico, quello della portualità, si sta  perseguendo un iter il cui unico obiettivo è esclusivamente l’interesse  della città di Gallipoli”. Per completare la cronaca della giornata, va detto che il presidente Solidoro ha convocato per l’8 novembre prossimo la conferenza dei capigruppo per decidere la data del prossimo Consiglio comunale.

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