Gallipoli – Tutte le poesie di don Pippi Leopizzi raccolte in un volume, per completare un’opera già avviata dallo stesso sacerdote di Gallipoli scomparso il 16 aprile del 2016. È l’associazione culturale “Amici di don Pippi Leopizzi” a proporre, con il patrocinio del Comune, la presentazione del libro “Pizzicandu lu mandulinu te lu core”, contenente 35  poesie in vernacolo, tradotte in lingua italiana dalla poetessa gallipolina Anna Grazia Abbate. L’importante momento di condivisione è in programma martedì 27 novembre, alle 19, nel salone della parrocchia San Lazzaro. Nel corso della serata, coordinata dal giornalista Giuseppe Albahari, ai saluti del presidente dell’associazione don Santo Tricarico, del vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli monsignor Fernando Filograna e del sindaco Stefano Minerva, seguirà la relazione del professore Carlo Alberto Augieri, docente di critica letteraria ed ermeneutica del testo presso l’Università del Salento.

È stata precisa volontà dei familiari, fatta propria dai soci fondatori dell’associazione, raccogliere in un unico volume tutte le sue poesie, sin qui inedite, portando così a compimento “un lavoro”al quale don Pippi si stava dedicando, e mai ultimato a causa del sopraggiungere della malattia e della morte prematura.

Don Pippi Leopizzi è stato docente di filosofia i diversi licei della provincia, presidente del Capitolo cattedrale di Gallipoli  e, da ultimo, collaboratore parrocchiale nella chiesa di Sant’Antonio (dov’è ora parroco il fratello don Salvatore). Diverse le pubblicazioni e i suoi libri, tra cui “Echi e riverberi della Parola”, pubblicato a giugno 2015 per i suoi 50 anni di sacerdozio. E poi ancora : “Giochi d’ombre e di vento” (edito da Grafosette) e “L’Altro e la Resa –poesie dal 1983 al 2003” (edito da Manni Editore). La sua profonda cultura ha spaziato dalla musica alla poesia, alla filosofia, per poi tornare, da uomo di Dio qual’era, all’unica ragione della sua esistenza: “Quando finiscono tutte le nostre parole – diceva – allora rimane soltanto la Grande Parola”. Mai di parte, ma orgoglioso della sua gallipolinità, alla quale ha dedicato numerose poesie, tra cui, appunto, quelle racchiuse in quest’ultimo libro. Alla sua gente ha voluto dedicare l’ultima poesia, scritta solo qualche giorno prima della sua scomparsa. Una sorta di “testamento spirituale” preceduto dal passo del Vangelo di Matteo: “Vegliate…perché non sapete né il giorno né l’ora”.

Pubblicità

Commenta la notizia!