Gallipoli e quei binari fin nel centro storico: il Comune vuole rimuoverli, la Soprintendenza e altri frenano

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Gallipoli – Il binario della discordia; si potrebbe definire ormai così l’ultimo tratto della ferrovia di Gallipoli che dalla stazione centrale arriva nell’area portuale e nella città vecchia. Una fermata storica, testimone dal 1885 fino agli anni 70 del secolo scorso della fiorente attività commerciale del porto gallipolino e che oggi rappresenta, secondo l’opinione di molti, un grande potenziale turistico considerato che la strada ferrata arriva proprio ai piedi del castello, a due passi dai musei, dalla Purità, da quello scrigno di tesori che è considerato il centro storico gallipolino. Nei piani dell’Amministrazione comunale però c’è tutt’altro. Nell’ambito di un progetto di riqualificazione del lungomare Marconi, è in programma lo smantellamento del binario, in favore di un ampliamento della carreggiata, la realizzazione di una pista ciclabile e una grande rotatoria in prossimità del ponte per rendere più fluida la viabilità.

Gli esempi positivi: il trenino della Valle dei Templi. A sollevare dubbi sulla opportunità o meno di portare a compimento questa rivisitazione urbana è stata nelle scorse settimane la Soprintendenza di Lecce che ha notificato un provvedimento in cui si riserva quattro mesi di tempo per valutarne la valenza storica e culturale e quindi la possibilità di tutelare e vincolare al mantenimento il tratto ferrato interessato, che peraltro è una tra le due ferrovie ancora esistenti in Italia a collegare la terraferma con un isola (insieme a quella di Venezia). Soddisfazione per tale iniziativa è stata subito espressa dall’associazione “Rotaie di Puglia”: “Ci sono ferrovie storiche – commenta il presidente del sodalizio, Luigi Migali di Tuglie – che sono diventate una vera ricchezza; penso alla Ferrovia della Valle dei Templi di Agrigento, ad esempio, che muove ogni anno in bassa stagione 3-4 mila turisti o quella in Irpinia. Lo scorso agosto il governo ha Istituito le Ferrovie turistiche, oggetto del provvedimento 20 linee in tutta Italia che saranno dunque valorizzate e promosse ai fini del trasporto turistico. Fino a fine febbraio è ancora possibile fare richiesta per entrare in questo circuito e noi chiederemo alla regione di poter inserire quattro linee pugliesi. Sarebbe auspicabile ci fosse anche Gallipoli”.

L’assessore Alemanno: “Il progetto va avanti, ci sono quasi tutti i pareri”. Qualcuno avanza l’ipotesi di una possibile coesistenza della ferrovia, con l’installazione di binari a fungo con pavimentazione continua, e di una pista ciclabile ma Migali chiarisce l’argomento. “E’ assurdo pensare ad una coesistenza poiché non esiste una norma che disciplina una simile situazione e i requisiti di sicurezza. Al contrario a settembre è stata approvata la prima norma Uni che definisce il ferrociclo”. Della metropolitana di superficie d’altronde si parla da tempo e i pochissimi e vecchi tentativi effettuati di attivare la fermata Gallipoli porto insieme a quelle Lido San Giovanni e Baia Verde sono falliti. Il Comune dunque ritiene di andare avanti secondo il progetto stabilito: “Quel progetto – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Cosimo Alemanno – è già avviato. Abbiamo il nulla osta delle Ferrovie Sud Est alla dismissione e questo dimostra che si tratti di una porzione di ferrovia inutilizzabile e abbiamo già acquisito la maggior parte dei pareri. E’ nostra ferma intenzione proseguire nei programmi prefissati perché crediamo che ai fini turistici e per il bene della città sia molto più utile ripulire e mettere in sicurezza tutta quell’area e collegare la stazione al borgo antico attraverso una pista ciclabile. La Soprintendenza tenga conto nella valutazione della volontà e dell’investimento fatto dal comune”.