Gallipoli, ordinanza di abbattimento illegittima: dal Tar via libera al condominio di via Ugento

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Gallipoli – Via libera da parte del Tar al complesso edilizio sorto su via Ugento a Gallipoli. I giudici amministrativi hanno dichiarato illegittimo l’annullamento del titolo edilizio dopo la costruzione da parte degli uffici comunali.

«Il Comune non può fare marcia indietro e annullare i titoli edilizi, permessi di costruire o Scia, se il fabbricato è già stato completamente realizzato e se non viene neanche esplicitato un interesse pubblico da tutelare», fanno sapere gli avvocati Pietro e Antonio Quinto, i legali della società costruttrice Edilcon costruzioni srl.

Il “Piano casa”

L’intervento in questione risale allo scorso anno ed ha previsto, attraverso i bonus del  cosiddetto “Piano casa”, la sostituzione di un vecchio caseggiato con un edificio su più livelli destinato ad ospitare moderni appartamenti ad uso residenziale. La società costruttrice ha presentato una Scia e due successive varianti, “sulle quali non è stata avanzata mai avanzata alcuna obiezione”.

La sospensione dei lavori è giunta praticamente ad opere ultimate, dopo la presentazione di alcuni esposti: il Comune ha disposto una verifica dei contenuti del progetto e poi ha ritirato i permessi ed ordinato il ripristino dello stato dei luoghi, contestando la realizzazione di una superficie coperta maggiore di quella consentita e l’utilizzazione di criteri di calcolo non conformi ai regolamenti edilizi.

Archiviato il procedimento penale

Per la stessa questione è stato aperto anche un procedimento penale, poi archiviato,  innanzi al Tribunale di Lecce che ha visto coinvolto il titolare della società e il progettista per l’ipotesi di falsificazione degli elaborati presentati all’ufficio tecnico.

Contro i provvedimenti comunali la società ha proposto ricorso al Tar Lecce evidenziando l’”irragionevolezza dell’iniziativa, intervenuta fuori tempo massimo senza tenere conto degli effetti ormai consolidati, e dimostrando la piena correttezza della soluzione progettuale anche sulla base di un’articolata perizia tecnica e di una indagine storica del fabbricato preesistente”, fanno sapere i legali.

I giudici amministrativi di primo grado, dando ragione alla società costruttrice, hanno affermato il principio che un annullamento “deve intervenire sempre in un termine ragionevole e deve essere supportato da un interesse pubblico attuale”. «Il Tar – fanno sapere ancora i legali – ha altresì osservato che gli elaborati progettuali non sono affatto inficiati da profili di falsità e che i criteri di realizzazione del complesso scaturiscono da un corretto sviluppo dei volumi preesistenti».