Gallipoli, noto ristoratore si autosegnala: “Ho il covid”. Paura di contagi anche tra gli addetti della ditta che si occupa dei rifiuti: positivo un dirigente

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Gallipoli – Sale la preoccupazione a Gallipoli. Non solo per la segnalazione del Sindaco sull’aumento di casi ufficiali (adesso 38, venerdì scorso 23) ma anche per la confessione diffusa tramite reti sociali di un noto ristoratore e politico: Sandro Quintana si è autodenunciato pochi minuti fa.

“Sono positivo al Covid – ha raccontato Quintana – ho ricevuto questa mattina i risultati dei test. ho avuto i primi sintomi lunedì scorso. Adesso sono in quarantena e sono in casa da solo”. Adesso sono partiti i controlli sule persone che sono entrate in contatto con lui negli ultimi tempi.

Diverse decine i test da fare

Ha avuto contatti con i lavoratori della sua azienda anche un dirigente della ditta che si occupa del servizio di raccolta dei rifiuti in cità. L’uomo è risultato positivo ed anche in questo caso sono partiti i protocolli per ricostruire la catena dei contatti.

Il timore di infezioni, molto probabilmente a causa del virus “inglese” molto contagioso e veloce nella sua diffusione, sta facendo salire la tensione tanto che circolano voci circa “centinaia di casi”, che semmai sono allo studio data la gran quantità di tamponi da processare. “Ma alla fine il centinaio di casi è assolutamente probabile”, dice un sanitario del “Sacro Cuore”.

Vaccinati e pure contagiati 

Tra le caratteristiche insidiose della variante inglese vi è anche una alta percentuale di asintomatici o con pochi sintomi. Vi è da registrare anche gli episodi che vanno susseguendosi in cui persone vaccinate (con due somministrazioni cioè) risultano poi positive ai test. Un caso si à verificato proprio all’ospedale di Gallipoli il 19 febbraio scorso.

Era emerso il contagio in una operatrice sanitaria, da cui si era propagato ad altri 12 operatori del reparto di Chirurgia. Stessa casistica l’altro ieri al reparto Oncologico del “Vito Fazzi” a Lecce. Un altro episodio simile in un medico del Barese. Oltre alla paurosa capacità di contagi, le attenzioni stanno convergendo su questo aspetto, non meno inquietante.