Gallipoli, lunghe code al gelo e rischio assembramenti fuori dalla Posta. Le proteste

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Persone in coda fuori dalla posta a Gallipoli

Gallipoli – “È storia di tutti i giorni, a tutte le ore e con qualsiasi tempo, sia d’estate sotto il sole cocente, che d’inverno, in giornate come questa: mettersi pazientemente in fila e aspettare per strada il proprio turno”: una lamentela condivisa da chiunque sia costretto ad affrontare lunghe attese e altrettanto lunghe code prima di riuscire a entrare in Posta.

Bene che ti vada, puoi farcela anche in mezz’ora, sempre che non capiti un giorno in cui si pagano le pensioni – racconta un altro signore in attesa. – Con la scusa del Covid e le disposizioni più restrittive sul distanziamento sociale, poi, la situazione si è fatta ancora più insostenibile”. Un problema che accomuna Gallipoli a diversi altri centri salentini, come Tricase, dove la questione Poste è finita sul tavolo del prefetto.

L’attesa sotto il vento di tramontana 

A Gallipoli ci sono due uffici postali, uno in via Genova, che opera solo la mattina; e l’altro in via Quartini, attivo con orario prolungato (dal lunedì al venerdì) dalle 8,20 alle 19,10, e il sabato solo la mattina. Questa sera, a poco meno di mezz’ora dalla chiusura, c’era per strada ancora una decina di persone in attesa del proprio turno, mentre fuori spira un gelido vento di tramontana in questo che – in prossimità dei portici di “Torsello” – è uno dei punti della città più esposti alle intemperie.

Gallipoli, utenti all’interno della Posta

C’è chi cerca un posto più riparato, in attesa del proprio turno, per proteggersi dal freddo e magari anche (coi tempi che corrono) dal Covid – perché gli assembramenti sono facili a crearsi –, col rischio pure di vedersi sorpassato. E c’è chi invece sfida le intemperie per poi, ben che gli vada, beccarsi un raffreddore.

La richiesta: pensiline per avere riparo

E non mancano nemmeno i contrattempi. Tra le persone in attesa, c’è un signore che deve ritirare una raccomandata: “Nell’avviso era indicato l’ufficio di via Genova, e io lì sono andato. Ma dopo quasi un’ora di attesa per strada, per giunta sotto la pioggia battente, mi è stato detto che avevo sbagliato ufficio. Chi ha sbagliato, io o loro?”.

Altra lamentela, con una richiesta al Comune perché se ne faccia carico, è quella di chi vorrebbe che nei pressi degli uffici postali venisse installata qualche pensilina per offrire un po’ di riparo alla gente, magari anche con qualche sedia per far accomodare le persone anziane.