Gallipoli, l’annuncio: “Il Carnevale non lo faccio più”. La risposta del Sindaco

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Gallipoli – “Il Carnevale gallipolino 2018 non si farà più”: ad affermarlo è Stefano Coppola, presidente della “Fabbrica del Carnevale Gallipoli”, che solo pochi giorni fa aveva rivelato con entusiasmo a Piazzasalento le novità che avrebbero dovuto caratterizzare questa nuova edizione, in particolare lo svolgimento della sfilata dei carri e dei gruppi mascherati non più su corso Roma ma sul lungomare Galilei.

Dall’annuncio delle novità all’abbandono. Cos’é successo di tanto importante in questi giorni da far cambiare totalmente e rapidamente scenari e decisione? “ Mi sono reso conto che mancano i tempi utili per programmare quest’edizione – risponde Coppola – purtroppo ci siamo messi tutti in moto troppo tardi e poi ci siamo stancati di vivere sempre di risposte dell’ultimo momento (chiaro il riferimento ai tempi amministrativi e burocratici, ndr)”.

“Facciamo un accordo per almeno 5 anni”. Il problema, pare di capire, starebbe nella impossibilità di programmare con i dovuti margini temporali. “Avremmo bisogno – prosegue il presidente – di un protocollo d’intesa di almeno cinque  anni; di sicuro non possiamo più continuare così. Fino a pochi giorni fa credevamo di farcela, ma fisicamente ci siamo resi conto di non riuscirci in queste condizioni; tenendo anche presente che noi della Fabbrica lavoriamo mesi e mesi senza alcun rimborso: potremo, per esempio, trovare il modo di far lavorare un paio di persone per capannone per tre-quattro mesi l’anno con una retribuzione. Per fare questo avremmo bisogno però di aiuti concreti. Questi i motivi per cui quest’anno il Carnevale non si farà”.

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Il Sindaco: “Deciso da tempo contributo extra e capannoni”.  A stretto giro arriva la risposta del Sindaco Stefano Minerva, piuttosto sorpreso e dispiaciuto: “Come forse non si era fatto mai in precedenza, abbiamo programmato l’evento Carnevale portando da 22mila a 30mila euro il contributo, soprattutto per incentivare la partecipazione dei gruppi mascherati. I capannoni sono già a loro disposizione: che cosa altro si vuole?”. Certezze economiche e certezze logistiche sarebbero quindi già acquisite. E per il trasferimento della kermesse storica sul lungomare? Niente da fare? “Non la escludiamo ma uno stravolgimento simile della storia del Carnevale non si può decidere in dieci giorni e sotto pressioni poco rispettose.  Anche perché – conclude Minerva – sempre con l’assessore Piccinno adesso siamo presi dall’organizzazione del Natale e delle feste di fine anno. Ogni cosa a suo tempo”.

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