Gallipoli, la “Vata Barba” ora fa ridere anche a fumetti. Marco Ventura disegna le storie nate sul web durante la quarantena

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Gallipoli – La “Vata Barba” ora fa ridere e divertire anche con i fumetti. Il noto personaggio interpretato da Alberto Greco ispirato allo stereotipo della “comare gallipolina” verace, pettegola e irriverente, diventa protagonista delle storie disegnate per grandi e piccini grazie al progetto Pin, promosso dalle Politiche Giovanili della Regione Puglia e rivolto a valorizzare ii giovani che intendono realizzare progetti imprenditoriali innovativi. Il numero zero di “Vita di Vata” è distribuito dalla rivista QuiSalento.

L’idea è nata dalle associazioni “Poiefolà”, presieduta da Roberto Treglia e “Ragazzi di via Malinconico”, presieduta dallo stesso Alberto Greco, durante la quarantena, immaginando di riempire il buio del lockdown e dell’isolamento con i colori di questo fumetto e riportando su carta la “Vita di Vata”, fiction comica a puntate per il web che ha reso il personaggio celebre e “virale” sui social.

Ironia a strisce

Vata Barba (da “Addolorata”, nome molto comune e diffuso tra le donne gallipoline) riporta inesorabilmente il pubblico tra i viottoli e le corti del caratteristico centro storico della città, dove vive insieme alla disastrosa e buffa giovane figlia Ttina Cacafave (dal soprannome dell’ipotetico padre che non si conosce né mai sarà reso noto), interpretata da Luana Greco.

Entrambi i personaggi firmati dall’autore Alberto Greco, sono stati realizzati dal vignettista Marco Ventura (di Alezio), che ha riportato gli sketch delle due “eroine” salentine su fumetto e mettendo quindi su carta usi, costumi, luoghi comuni della quotidianità di Gallipoli e del Salento, resi un teatro ed offrendo uno spunto per riflettere, il tutto condito dalla solita ironia.

“Verba volant, trash manent”

«Se non andate voi in teatro a trovarla, è la Vata che viene da voi. L’impossibilità di poter occupare fisicamente i palcoscenici a causa della pandemia ma anche di assembrarci per girare le nostre consuete sitcom – afferma Greco – non ha fermato la nostra voglia di diffondere il trash. E allora abbiamo trovato un’alternativa al teatro folkloristico, portandolo su carta. Da qui la scelta del sottotitolo “verba volant, trash manent”. Sono orgoglioso di portare avanti il nome della città di Gallipoli anche in questo modo, con un “libretto” che possa essere conservato e ricordato».

«Ci lavoravamo, in verità, da tempo alla Vata in versione fumetto – dice il vignettista Ventura – poi il lockdown ha fatto il resto: è arrivato all’improvviso offrendoci il tempo ottimale per concludere la prima uscita ufficiale del periodico “Vita da Vata”. Spero di esser riuscito a creare un’alternativa che non faccia rimpiangere il personaggio dal vivo. Intanto, chi ha letto il fumetto ha detto di essersi sentito proprio come a teatro. E questo ci basta».