Gallipoli, la parrocchia ricorda Mariella Santoro, vittima di una grave malattia e scomparsa nel giorno di Santa Cristina un anno fa

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Gallipoli – A un anno dalla morte avvenuta il 24 luglio, quando Gallipoli festeggia la sua Santa protettrice Cristina, la parrocchia S. Antonio da Padova, parroco don Salvatore Leopizzi, ricorda Mariella Santoro, non solo con la Messa di suffragio delle ore 19 celebrata per causa di forza maggiore nel salone parrocchiale (la chiesa è infatti ancora inagibile a causa dei lavori di ristrutturazione).

Subito dopo la celebrazione sarà proiettato un cortometraggio coi momenti salienti della sua vita, dalla nascita agli ultimi  giorni, i più dei quali vissuti appunto in parrocchia.

Mariella Santoro, 36 anni nemmeno compiuti, era (dopo Iole, infermiera a Milano) la secondogenita di casa Santoro, ed era affetta da sclerosi tuberosa, una rara e terribile malattia genetica che colpisce un bambino su 10mila e che non lascia via di scampo: solo grazie alle cure amorevoli dei suoi genitori Antonio e Anna, era sopravvissuta così a lungo.

Nonostante la grave infermità, la giovane donna era anche un’assidua frequentatrice della chiesa e faceva parte del coro parrocchiale: il giorno dei funerali (come si può leggere su piazzasalento.it) ci fu una sottoscrizione spontanea a suo nome da parte di amici e parrocchiani, e in poche ore furono raccolti circa mille euro che furono poi devoluti a favore della Fondazione per la ricerca su quella malattia.

Commosso, e al tempo stesso rassegnato il ricordo del padre Antonio, funzionario del Catasto in pensione: “Non c’è momento in cui non pensi a lei: può sembrare un paradosso – aggiunge – ma mi convinco sempre di più che Mariella è stata per me un dono bellissimo del Signore, che ora ha voluto riprendersi, lasciandomi  nel ricordo struggente di lei”.