Gallipoli, la chiesa del Crocifisso al centro dell’ultimo libro di Franco Mosco

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Da sinistra, monsignor De Santis, il prof. Vallone, il priore Zacà e l’autore Franco Mosco

Gallipoli – La storia della chiesa del Crocifisso raccontata attraverso fatti e personaggi, fra religiosità, botteghe, bottai e l’arte della lavorazione del legno: di questo parla l’ultimo libro del gallipolino Franco Mosco (edito dalla tipografia “5 Emme” di Tuglie), che sabato è stato presentato nell’oratorio confraternale del Santissimo Crocifisso, nel centro storico.

Claudia Trullo

La serata. A moderare l’incontro è stato il priore della confraternita Francesco Zacà. Oltre all’autore (esponente della Società di storia patria per la Puglia e confratello del SS. Crocifisso), sono intervenuti Giancarlo Vallone (già preside di giurisprudenza nell’Ateneo leccese e storico del diritto) e monsignor Piero De Santis (direttore dell’Istituto per la pastorale pugliese e padre spirituale della confraternita). Nel corso della serata, Claudia Trullo (di Casarano) ha letto alcuni passi dell’opera.

Il libro di Franco Mosco s’intitola “Gallipoli chiesa del Crocifisso: fatti e personaggi –maestranze, botteghe, industria, corporazione e religiosità. In cinque secoli circa (XV – XX) di storia di produzione delle botti”. Arricchito da immagini d’epoca, il volume ha la prefazione a firma del professor Vallone. Al suo interno si trova la riproduzione del decreto del 2 agosto 1832 emanato da re Ferdinando II di Borbone riguardo le “tariffe doganali sugli olii che s’immettono per la via di terra in Gallipoli”. Numerosi, da fine 1400 ai giorni nostri, i riferimenti alla storia locale e all’arte. Centrale nella trattazione è la confraternita del SS. Crocifisso, cui un tempo aderivano tutti i bottai gallipolini con le rispettive famiglie: una confraternita che – scrive l’autore – nacque come congregazione degli “architetti del legno” e ha lasciato a testimonianza della sua arte numerose opere – scolpite nel legno dagli stessi sodali della confraternita – che sarà possibile ammirare tra qualche settimana, durante la processione del venerdì santo.

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