Gallipoli, iniziano i riti per il patrono San Sebastiano. Aprono la strada ai festeggiamenti per la patrona Sant’Agata del 5 febbraio

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Gallipoli – Entrano nel vivo da domani, lunedì 11, nella cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli (parroco mons. Piero De Santis, di Copertino) le celebrazioni in onore del Patrono della città, San Sebastiano, che culmineranno mercoledì 20 col solenne pontificale presieduto dal vescovo diocesano, mons. Fernando Filograna (foto), alle 18,30.

Pur coi limiti per le norme anticontagio, sono numerosi anche quest’anno gli appuntamenti non solo liturgici, ma anche civili e culturali durante il Novenario. Alla recita del Rosario (alle 17,30), segue infatti la lettura guidata della recente Enciclica di Papa Francesco “Fratelli Tutti”, e, alle 18,30, la Messa.

L’11 la lectio divina

In particolare, l’11 gennaio è prevista  la lectio divina (alle 19,30) e venerdì 15 (ore 19,15) l’adorazione eucaristica. La Messa di lunedì 18 è invece dedicata alle Forze dell’Ordine che operano sul territorio comunale (Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia, Vigili urbani, e Capitaneria di porto), che pertanto parteciperanno alla celebrazione. Lunedì 19, vigilia della festa, non ci sarà, invece, la tradizionale processione nel centro storico, a causa delle note norme anti assembramento.

Ancora incerta, a conclusione del Pontificale di martedì 20, è anche la ultrasecolare processione delle statue argentee dei compatroni della città, San Sebastiano e Sant’Agata, lungo le navate laterali della cattedrale.

Appuntamenti culturali

Passando agli appuntamenti culturali, domenica 17, sempre in cattedrale, ci sarà invece (alle ore 19,30) l’incontro storico-artistico  sul culto e l’iconografia di San Sebastiano a Gallipoli, a cura dell’associazione AmArt (presidente Eugenio Chetta) e martedì 19, sempre alle 19,30, una “Riflessione Musicale” sulla vita di San Sebastiano, dal titolo “Il trionfo del martire”, a cura del maestro Enrico Tricarico.                                                                                                           Il martire San Sebastiano, come si sa, è venerato in città già dal XVI secolo, allorché, per sua intercessione, Gallipoli fu liberata dalla peste. Sino all’anno scorso (quando cioè il Covid non si era ancora manifestato in tutta la sua virulenza), la sera della vigilia si teneva la tradizionale processione per le vie  del centro storico: ad aprirla,  le associazioni, le dieci confraternite, tutti i sacerdoti della città e anche il capitolo cattedrale, quindi il busto argenteo di S. Agata e quello di S. Sebastiano. Il gonfalone della città con al seguito tutte le autorità civili e militari, oltre, naturalmente ad una numerosissima partecipazione di popolo.

Causa Covid problemi da risolvere 

A conclusione del solenne Pontificale, infine, il busto argenteo del Santo veniva portato  a spalla da quattro vigili in alta uniforme (S. Sebastiano, comandante dei “Pretoriani” è infatti anche loro patrono) attraversando le  navate laterali del duomo, sino a raggiungere l’altare a lui dedicato. Da lì a qualche giorno, (precisamente il 5 febbaio) la replica, per festeggiare, a parti invertite, la martire di Catania, Sant’Agata.