Gallipoli illumina il suo Natale, malgrado il Covid luci e addobbi in centro e nelle periferie. “Complici” anche i privati

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Gallipoli – «Nonostante il Covid, Gallipoli mantiene sempre il suo fascino anche in tempi come questi di vacche magre»: si consola così un vecchietto che ammira le luminarie seduto a una panchina sotto l’orologio del centro storico. E c’è anche chi non si perde d’animo, evidenziando la parte piena del bicchiere: «Bellezze naturali a parte, gli addobbi luminosi di questo Natale stanno piacendo parecchio, riscaldano le vie e le rendono più accoglienti, e magari invogliano pure agli acquisti», si augura un commerciante del centro storico.

Agli addobbi, che oltre al centrale corso Roma e al centro storico, in questa tornata hanno raggiunto anche le periferie, ci ha pensato l’Amministrazione comunale guidata da Stefano Minerva, che ha stanziato 50mila euro. «Anche quest’anno abbiamo deciso di non rinunciare alle luminarie, non perché volevamo soltanto abbellire la città ma per cercare di donare una speranza in più», ha spiegato il sindaco Stefano Minerva, ricordando come, al contrario di altri Comuni che hanno rinunciato alle luminarie natalizie, “noi abbiamo lavorato sodo per tenere i conti in ordine e per avere dunque risorse a disposizione della nostra comunità”. Le luminarie, dunque, quale “regalo” alla città insieme allo screening anticonvid, così come è stato presentato sempre da Minerva.

Le iniziative dei privati

Ma agli sforzi del Comune si aggiungono anche  gli “aficionados”, che abbelliscono a propria cura e spese le loro vie: così, ad esempio, accade in via Malinconico (in zona San Lazzaro), e in via Udine (zona Sant’Antonio).

«Esiste il lusso ma anche piccole cose che costano poco o niente, che però scaldano il cuore, donano sorrisi veri e riportano al passato. Ecco – spiega Alberto Greco, regista e attore teatrale, nel descrivere la via in cui vive da sempre – questo è il mio “passato”, la mia vita artistica è nata proprio in questa strada, un quartiere popolare di Gallipoli, una strada chiusa, sconosciuta, a cui fu dato l’onorevole nome di Niccolò Malinconico, un grande artista, che ha contribuito a rendere memorabile la nostra cattedrale barocca. Eravamo tutti piccoli, e le nostre “mamme”(si intende mamme, zie, zie acquisite, vicine) ci insegnavano a vivere i valori della condivisione, che nel periodo natalizio esplodevano, con piccoli eventi domestici dal sapore italo-francese; ma poi noi bambini volevamo fare qualcosa in più, e coinvolgendo i nostri papà, ogni anno si addobbava in modalità “festa rionale” la nostra salita con le scale, che ci ha visto crescere, ogni anno sempre qualcosa in più. Oggi, non avendo impegni “artistici ” a causa della pandemia, ritorno a fare quello che da bambino non ci faceva dormire la notte», conclude prendendo a prestito Charles Dickens con la proverbiale frase “onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l’anno”.

Il Natale in via Udine

Altro quartiere attivo quello di via Udine (la scorsa Pasqua,  complice anche il clima di paura di quei mesi, oggetto di aspre critiche e anche di una pesante sanzione pecuniaria, per una festicciola organizzata nel cortile di casa): anche loro amanti del bello, vogliono mantenere le tradizioni portate qui dai loro nonni quando, da “Gallipoli vecchio”  si trasferirono qui, nei primi anni ‘60.

Nel cortile che s’affaccia sulla pubblica via hanno allestito per questo Natale un presepe, ben illuminato, che ora fa bella mostra di sé, anche se le attuali misure di contenimento sociale non ne consentono la visita. «Ma se il nuovo dpcm dovesse allentare la morsa –promettono gli organizzatori –  il nostro cortile sarà aperto a chiunque vorrà onorarci della presenza,  anche agli amici dei paesi vicini», dice Paolo De Mitri a nome del gruppo.

È lungo l’elenco degli organizzatori: da Luigi Spada (un po’ l’anima del caseggiato), a Claudio e Salvatore Malecore, Carmine Giuranna, Francesco Occhilupo, Emanuele Casalino, Mino Polo, Concetto, Marco e Rosario Esposito, Enzo Abate, Sandro Greco, Franco Alemanno, e poi Anna Rita e Maria Spada, Pina Cataldi, Annamaria Zuccotto, Valeria Greco, Maria Antonaci, Laura Chetta, Anna Schirosi. E non mancano neppure i progetti per il futuro: ma di questi se ne parlerà in un prossimo futuro, a Dio piacendo.