Gallipoli, il sindaco Minerva “smonta” la polemica sui lidi segnalati in Procura

"Per noi i servizi turistici devono restare in piedi per tutti i 12 mesi"

1612

Gallipoli – «È fondamentale che i servizi turistici possano essere in piedi per tutti i 12 mesi: confermo che questa sarà una battaglia che porterò avanti». È il sindaco di Gallipoli Stefano Minerva ad intervenire sulla polemica dei lidi non ancora smontati e segnalati in Procura.  «È completamente errato pensare che la segnalazione avviata sia dunque un pericolo o un’avvisaglia di chiusura», spiega Minerva che parla di parla di “controllo obbligatorio” da parte dei Vigili urbani.

Il sindaco Minerva «Tutto è stato svolto secondo legge. Dei 26 accertamenti sui lidi, 24 hanno ottenuto una pronuncia in sede cautelare e il procedimento amministrativo chiarirà che lo smontaggio non riguarderà verosimilmente la loro condizione», si legge in una nota appena diffusa nella quale il Primo cittadino si dichiara convinto che sarebbe “straordinario” avere i lidi aperti tutto l’anno e che “lo smontaggio danneggia l’idea di turismo che abbiamo”.

Il tavolo in Prefettura Tali tesi sono state sostenute da Minerva, “a nome di tutti i sindaci”, anche in un apposito tavolo svoltosi in Prefettura. «A quella riunione – continua Minerva – è susseguita poi una legge che afferma che le strutture possono rimanere montate tutto l’anno, sebbene non vi siano, ad oggi, delle linee guida chiare che attendiamo per capire come procedere».

Pubblicità

La comunicazione in Procura In sostanza, il sindaco di Gallipoli ricostruisce l’iter che ha portato alla recente comunicazione in Procura, partendo dalla “richiesta di ricognizione da parte della Soprintendenza a cui ha fatto seguito la comunicazione agli interessati da parte dell’ufficio comunale Ambiente e paesaggio che ha inoltrato a tutte le strutture, aventi permesso stagionale, una nota in cui diffidava a smontare le stesse strutture entro il 31 ottobre, data di scadenza del permesso stagionale”.

Il ricorso al Tar A novembre, poi, è stato il Comando di Polizia locale ad effettuare la ricognizione accertando “il mancato smontaggio delle strutture segnalate alla Procura”. Alcune di queste, tuttavia, avendo presentato ricorso verso la diffida allo smontaggio, hanno poi ottenuto la sospensiva dal Tar. «Allo stato attuale – continua Minerva – gli uffici provvederanno a verificare quali strutture sono state destinatarie di tale ordinanza, per adottare le opportune determinazioni nel merito. È dunque errato tecnicamente sostenere che si potesse concedere un termine ulteriore per lo smontaggio, perché i titoli paesaggistici ed edilizi recano la scadenza al 31 ottobre, quando peraltro, le strutture erano già state diffidate all’osservanza di tale termine».

La programmazione «C’è chi nell’opposizione mistifica la realtà, seppur sapendo che ad alcuni procedimenti amministrativi non si può mettere freno. È finito il tempo in cui tutti possono fare ciò che vogliono, le regole non le detta solo il Sindaco ma spettano a vari Enti. Serve fare chiarezza e permettere alle Amministrazioni comunali, come ora sta accadendo a Otranto, Porto Cesareo e in tutti i luoghi turistici, agli imprenditori e alle associazioni di categoria di fare un lavoro congiunto in cui si possa programmare e stabilire i vari punti con anticipo».

Pubblicità