Gallipoli, il Comune mette all’angolo l’Acquedotto: subito la condotta sottomarina per i reflui depurati

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Lo scarico sotto costa

Gallipoli – Il Comune di Gallipoli si costituisce in giudizio nei confronti di Acquedotto pugliese per danni economici ed ambientali derivati dallo scarico a mare del depuratore consortile di Gallipoli. La decisione è stata presa dalla Giunta comunale ed interrompe una attesa che dura evidentemente ormai da troppo tempo.

La controversa vicenda che vede contrapposti il Comune e Aqp risale al 2002, anno di attivazione del depratore consortile (serve anche Alezio, Tuglie e Sannicola).

Il Comune contesta la mancata realizzazione della condotta sottomarina prescritta da Asl e Provincia di Lecce e prevista dal regolamento regionale in materia.  L’attuale sversamento sotto costa dei liquami depurati ha infatti  determinato  il conseguente divieto di balneazione  e un impoverimento del fondale.

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Si tratta di un tema caldo spesso salito agli onori della cronaca soprattutto in occasione di alcune chiazze nerastre e comunque torbide che compaiono in acqua sotto costa.  Il dibattito è iniziato ancora prima della realizzazione dell’impianto da subito contestato dal Comune e dall’intera cittadinanza.

Già con deliberazione della Giunta comunale n.46 del 2001 infatti l’ Ente già aveva richiesto all’allora Presidente della Regione, nonché Commissario straordinario per l’emergenza, di acquisire gli atti per la valutazione dell’ipotesi progettuale dello scarico a mare in località San Leonardo, litorale nord. Negli anni successivi le diverse Amministrazioni hanno ripetutamente richiesto ad Aqp di realizzare la condotta, ritenuta necessaria ai fini della qualità delle acque sotto costa e della difesa dei fondali.

Così, nei giorni scorsi la Giunta Minerva ha dato seguito ad una delibera di Consiglio comunale del 2010 in cui era stato conferito mandato al Sindaco per la costituzione in giudizio, conferendo l’incarico all’avvocato Vantaggiato al fine di attivare ogni azione utile al risarcimento del danno a carico di Aqp.

La necessità della condotta sottomarina risale al 2002 quando la Asl di Lecce ha espresso parere favorevole al rilascio dell’autorizzazione allo scarico delle acque provenienti dall’impianto di depurazione in questione, condizionando però tale scarico alla realizzazione di apposita condotta sottomarina; confermata poi anche dalla Po stesso anno insieme alla relativa autorizzazione allo scarico a mare.

Questa indicazione prescrittiva inoltre è stata oggetto di definitiva valutazione giurisdizionale  con sentenza emessa l’8 maggio 2013 dal Tribunale di Lecce. Nel 2013 dopo oltre 10 anni dall’avvio dell’impianto, Acquedotto pugliese  aveva presentato un progetto definitivo (una condotta lunga otto km) relativo all’adeguamento funzionale dell’impianto in cui si evidenziavano numerose carenze strutturali e l’urgenza di un ‘intervento. La Giunta ne aveva preso atto, poi tutto si era nuovamente arenato.

 

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