Gallipoli, guerra ai relitti di barche in “bella mostra” al Rivellino e al Canneto. La Capitaneria ne ordina la rimozione

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Gallipoli – Stanno lì da così tanto tempo da sembrare un tutt’uno con il paesaggio. Una serie fatta da barchette, classici gozzi da pesca e qualche altro natante ormai in disuso, con la chiglia al sole ed anche no, che giacciono nei pressi degli scali d’alaggio del Rivellino e del seno del Canneto e che ora devono essere rimosse. Adesso è arrivato il momento di fare pulizia per iniziativa della Capitaneria di porto.

Trascinate dal mare in tempesta e dai venti, questi natanti spesso affondano vicino la riva per poi essere tirate su dagli stessi pescatori della zona, alcune sono ancora utilizzabili altre completamente disfatte fungono da vere e proprie discariche, come si può vedere nelle foto scattate oggi.

Di recente la Capitaneria di Porto ne ha disposto la rimozione, o meglio ha apposto su ognuna di esse un cartello di avviso in cui si intimano i legittimi proprietari a provvedere alla rimozione o di rivolgersi all’Ufficio del nostromo per eventuali chiarimenti. Scaduto l’avviso senza aver ricevuto alcuna notizia, gli uffici ne disporranno la rimozione e lo smaltimento addebitando poi le spese sostenute ai proprietari.

Guardia costiera e Comune “E’ un’azione concordata tra Guardia costiera e Comune – commenta il Sindaco Stefano Minerva – per cercare di rivolvere questo problema. Queste imbarcazioni che sembrano abbandonate da tempo stanno andando a macerare e creano inquinamento”. Il problema dunque non è solo di natura estetica e di decoro urbano ma anche di natura ambientale.

Oltre all’inquinamento creato dai materiali che si deteriorano, c’è anche quello dovuto ai rifiuti accumulati all’interno che, misti ad acqua piovana, diventano anche fonti di cattivi odori. Un’operazione non così semplice, però, quella della ricerca dei proprietari.

Effettivamente molte di queste barche sono inutilizzabili – è il commento di un gruppo di giovani pescatori che guardano i relitti allo scalo del Rivellino, appena rientrati da una battuta di pesca – ma alcuni proprietari forse non ci sono più, altri sono molto anziani come quello di questa qui”, dicono indicandone una. Sono appartenute in gran parte a vecchi pescatori alla giornata che in molti casi non praticano più.

Qualche altro titolare invece pare abbia già provveduto a rimuovere il cartello ripulendo e rimettendo in pulizia l’imbarcazione. In un paio di casi sono stati portati via i piccoli gozzi. “Quando si tratta di persone molto anziane che non vanno più a pesca da anni – continuano i pescatori – sicuramente non hanno neanche i mezzi per togliere la barca né tantomeno i soldi necessari per smaltirla”.

D’altronde qui si vive alla giornata – dice un altro con tono laconico – se nde lassane campamu”. Stessa situazione nello scalo d’alaggio alle spalle del Santuario del canneto. Li le barche sono in condizioni ancora peggiori così come maggiore è la presenza di cumuli di rifiuti. “E dove bisogna smaltirle? C’è un posto dove portarle? Non ci sono indicazioni”, si lamenta un anziano pescatore – la cosa migliore è che chi non è più interessato stia zitto e così provvederanno loro a toglierle e occuparsi di tutto”.

Oggetti da decoro Ma c’è infine anche chi suggerisce un recupero a fini particolari del natante: “Se riportato in condizione di decoro, qualche imbarcazione con un certo valore storico potrebbe fungere da arredo e ornamento urbano rendendo più caratteristici i luoghi”.