Gallipoli, è un detenuto il firmatario dell’esposto sul presunto voto di scambio. I precedenti

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Foto di archivioGALLIPOLI. È attualmente in carcere l’uomo che col suo esposto ha messo in agitazione una città. A Gallipoli in questi giorni non si fa che parlare di una presunta compravendita di voti durante le ultime elezioni amministrative, tra il primo turno ed il voto finale del ballottaggio. I sette indagati sono sotto torchio; il  9 gennaio scorso (convocazione in Procura comunicata il giorno prima è toccato al primo ad essere interrogato, dei sei finora ascoltati a Palazzo di Giustizia di Lecce. Uno di loro avrebbe ammesso questo presunto traffico illegale. Si parla – ma ovviamente non ci sono riscontri o verifiche – di persone di spicco in città, tra politici e imprenditori, e di dazioni di 50 euro a voto. All’esposto il firmatario avrebbe allegato anche una registrazione acustica di una di queste trattative. Le indagini sono seguite dal procuratore aggiunto Antonio De Donno con i finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura. “Della trasparenza, della buona politica e della legalità noi abbiamo fatto la nostra bandiera – ha dichiarato il Sindaco Stefano Minerva, che sette mesi fa la spuntò su Flavio Fasano – e quindi se le indagini appurassero che qualcuno ha inquinato la campagna elettorale, è giusto che paghi”. Non è certamente la prima volta che su Gallipoli soffia un vento del tutto anomalo e fuorilegge. Più di recente, è di tre anni fa l‘assoluzione di un consigliere provinciale gallipolino accusato – insieme ad altri cinque coinvolti tra Gallipoli e Matino – di voto di scambio. In quel caso l’oggetto del desiderio per cui si sarebbe sollecitato il voto era un pezzo di strada da asfaltare.