Gallipoli e l’Entroterra: una nuova unica strada per il turismo. Guardando al piano strategico di Rimini

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Gallipoli – Un tavolo tecnico con Comuni del territorio, Federalberghi Confcommercio, Assoturismo Confesercenti, Sezione turismo Confindustria; a esplicita richiesta di Giuseppe Coppola al Sindaco di Gallipoli e Presidente, anche la Provincia è pronta a farne parte: queste le conclusioni del convegno di ieri mattina in una affollata Biblioteca S. Angelo, che ha registrato l’appoggio concreto della Regione per mano dell’assessore Loredana Capone (Industria turistica).

Sua la sfida: Gallipoli e l’entroterra diano vita dal basso ad un piano strategico del turismo. L’esempio cui guardare, rappresentato fisicamente dal professore Andrea Pollarini che ne è stato il consulente e ieri il relatore, è Rimini: un piano strategico varato nel 2007, primo nella Regione, e con lo sguardo lungo fino al 2027.

Primo passo: uno schema operativo

Per far nascere il comitato promotore al docente dell’Università Iulm di Milano, esperto in eventi, turismo e territorio, è stato rivolto l’invito – accettato – di fornire uno schema tecnico operativo, sperando che si convincano della necessità di una visione d’insieme gli scettici ed i gelosi, a torto o a ragione.

L’assessore Capone ha fatto un quadro aggiornato del comparto turistico, “finalmente al centro dell’azione della regione”. Vi è in itinere un disegno di legge per le Destinazioni turistiche tra aree contermini; la stessa Regione sta lavorando per un piano strategico basato su cinque cardini: infrastrutture, promozione, innovazione, accoglienza e prodotto. Con sullo sfondo un fortunato slogan scaturito dallo studio dei messaggi degli ospiti naviganti in rete: “Puglia, lo spettacolo è ovunque”, con i numeri in crescita di arrivi e presenze a confermarlo.

L’auspicio della Regione 

E’ indispensabile che Lecce, Gallipoli e Otranto si organizzino con un unico piano strategico in collaborazione con la Regione e non ognuno per sé”, ha sottolineato l’assessore regionale, che ha comunque sottolineato come valida l’esperienza della Destinazione turistica Sud Salento sorta ed ormai operativa – con cabina di regia pubblico-privato e l’assemblea dei Sindaci – tra Otranto, Ugento e Leuca. Vi fanno parte 35 Comuni.

Questa iniziativa è nata all’interno dell’Osservatorio sulla tassa di soggiorno di Gallipoli – ha affermato in apertura Coppola – perché è necessario conoscere cosa è successo in altre realtà per guardare al futuro”. Il presente non è male: le presenze ufficiali a Gallipoli al 30 settembre scorso sono state 45mila, un numero superiore all’intero 2018. Il rappresentante di Confindustria è tornato così a sollecitare il Comune a destinate una quota della tassa soggiorno per fornire quei servizi che mancano ai villeggianti.

“Saremo i primi anche in questo”

Il Sindaco Minerva, che ha seguito i lavori insieme all’assessore Assunta Cataldi, ha dal canto suo rilevato la natura del convegno “che è partito dal territorio” e l’importanza di Gallipoli nel panorama anche internazionale: così si spiegano le consistenti presenze di vacanzieri stranieri. “Siano stati i primi a fare il tavolo tecnico con gli operatori del settore e poi l’Osservatorio: saremo i primi a fare il piano strategico”.

Dal presidente di Federalberghi, Mimmo De Santis di Otranto, è venuto tra l’altro un grido di dolore nel settore: “C’è un mercato in nero incredibile, incommensurabile: solo uno su cinque arrivi risulta nei dati ufficiali. Di fronte a questo siamo stanchi e soli: a Gallipoli si vada a scovare il sommerso con i soldi della tassa di sogiorno”.

I dati 1991-2018: il boom ora “maturo”

Ad una rete sempre più ampia e fitta tra amministratori pubblici e operatori si è riferito nel suo intervento Marco Reggio (Assoturismo, già Cts), per il quale là dove è stata realizzata “i risultati si sono visti”.

L’introduzione è stata affidata a Gianfranco Visconti, esperto di marketing turistico , il quale ha presentato uno studio sull’andamento del mercato dal 1991 al 2018. Un dato: gli arrivi in provincia lungo questo lasso di tempo sono passati da 276mila a un milione 78mila, risultando la prima in Puglia. Sul rallentamento ultimo, ma sempre col segno più, Visconti ha dato la sua lettura: “La tabella della crescita indica che il mercato sta diventando maturo; abbiamo mantenuto la posizione grazie alla componente straniera ed alla crescita del turismo culturale”.

Rimini, così lontana così vicina…

Dal professore Pollarini, che sicuramente rivedremo da queste parti, sono venuti passaggi di conforto (anche gli abitanti di Rimini città mal sopportano la Rimini delle spiagge; anche lì c’è chi invoca misure drastiche; pure lì c’è un problema di dispersione fognaria in mare in certe condizioni meteo) e di stimolo, contenuti nel racconto di come Rimini sarà nel 2027, di come l’hanno pensata i componenti del comitato promotore, del forum, gli specialisti dei processi aggregativi. Con una vertenza in proposito: “Nessuno al tavolo ha portato contributi sull’oggi e di parte; tutti hanno fatto lo sforzo di immaginare una Rimini del prossimo futuro”.

Da qui una città nel sua interezza che ha provato a ripensare il turismo balneare, l’attrattiva urbana, l’innovazione delle imprese, la mobilità in una ottica di ricomposizione del territorio. Con soci come Banca Unipol, dipartimenti universitari, una srl nata apposta per il piano strategico di cui il Parco del mare è il punto di forza (investimento da 150 milioni).

Il difficile rapporto con l’Entroterra

Tutto è andato bene allora? “No, il rapporto con l’entroterra ad esempio – risponde l’esperto – è stato un mezzo flop. Un flop intero potrebbe esserci dietro l’angolo, tornando qui, se non si sta al passo con le mutazioni degli interessi dei turisti. Pollarini ha indicato nel “tempo” il fattore centrale oggi, con turisti che ne hanno sempre di meno e con destinazioni variegate e precise: “Bisogna inventarsi – è l’indicazione – una serie di alte stagioni: il Parco del mare, ad esempio, deve fingere da attrazione anche oltre l’estate”.

E il popolo della notte? “Bisogna riempirla di contenuti la notte, non farne uno spazio solo per giovani, per ghettizzarli”. Neanche in Romagna questa ricetta del “respingimento” ha funzionato, dopo i mitici anni ’90: “Dopo quel top, il declino, con seri problemi al seguito”.

Il rebus “popolo della notte”

Tra gli interventi, in gran parte improntati ad una prudente attesa, quello dell’ex assessore Emanuele Solidoro (Giunta Fasano, anni ’90): “Interroghiamoci come è cambiato il pil della città con grosse realtà scomparse in questi ultimi due-tre anni e con servizi che, da quando ci affacciavamo per la prima volta alla Bit di Milano, ancora non ci sono”. Hanno preso la parola anche Giovanni Serafino (foto sopra), Stefan Carlino (il Distretto turistico svanito), Paolo Pastore (l’accoglienza da curare), Francesco Longo (il caso pontili di Otranto), Mimmo Leopizzi (qualità dell’offerta).

Una immediata adesione è infine venuta da alcuni amministratori locali. Il Sindaco di Alezio, Andrea Barone ha apprezzato la visione territoriale del convegno; l’assessore Silvia Romano di Tuglie ha comunicato l’esistenza di un progetto in corso proprio su Gallipoli e l’entroterra.