Gallipoli: call center “Progetto Vendita”, le residue speranze in mano ai parlamentari. Partite 131 lettere di licenziamento

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Gallipoli – Le speranze di mantenere il posto di lavoro sono davvero al lumicino. Basta affacciarsi in quello che è stato per anni (per alcuni anche 12) nell’ambiente di lavoro per accorgersi che non c’è più molto da fare qui. La drammatica constatazione sarebbe meno grave se ci si trovasse in un territorio, gallipolino salentino pugliese. che offre alternative. “Ma qui i call center sono l’unico polmone di lavoro!” ha gridato qualcuno ieri mattina durante l’assemblea a cui hanno partecipato il Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, i parlamentari Veronica Giannone e Iuno Valerio Romano (entrambi del M5S), i sindacalisti di Cgil Cisl e Uil che stanno seguendo da ormai un anno – dall’ultimo passaggio di mano della società “Progetto Vendita” a “Planet Group” – questa situazione, contrassegnata nei  primi sei mesi da una assenza totale di rapporti aziendali.

Le lettere di licenziamento sono partite “Le raccomandate con i licenziamenti sono partite”, hanno dovuto annunciare i rappresentati dei lavoratori. Si tratta di 131 tagli dalle sedi di Gallipoli e Brindisi, riguardanti i dipendenti a tempo determinato. Ne rimarrebbero 18, insieme ai 300 addetti “a progetto” sparsi tra Maglie e Brindisi. Ai parlamentari l’assemblea ha affidato le ultime speranze e loro non si sono sottratti: entro due giorni il dossier call center Salento sarà sulla scrivania del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, hanno promesso. “Facciamo valere il protocollo d’intesa firmato col ministro Calenda – è stato sottolineato in assemblea – il protocollo d’intesa è stato applicato per la prima volta con Fastweb (facendo tornare il lavoro in Comdata); chiediamo che sia applicato anche qui”. Al ministro Di Maio ha rivolto un appello anche il Sindaco Minerva che ai lavoratori in lotta ha messo a disposizione la sede del Comune ed eventualmente anche un pulmino per andare a Roma a farsi sentire. “Al ministro Di Maio chiedo che se ne occupi seriamente e che la risoluzione positiva di questa vertenza sia il primo successo del suo lavoro”, l’auspicio di Minerva.

“Quanto lavoro c’è? Dove verrà spostato?” Quanto lavoro da committenti esterni è rimasto? Dove sta andando? Stanno arrivando altre commesse? L’azienda sarà chiamata a rispondere a queste ed altre domande. “Estenderemo l’invito al confronto su questi problemi anche agli altri Sindaci di Maglie e Brindisi ed agli altri parlamentari salentini, la situazione è grave”, ha affermato tra gli altri Tommaso Moscara di Flc-Cgil. Grave ancor di più per  un altro elemento venuto ufficialmente a galla in questi giorni di passione circa il futuro prossimo delle maestranze: l’azienda non avrebbe pagato i contributi del’ultimo periodo. Questo dato impedisce a chi si troverà senza più lavoro né reddito di poter usufruire degli ammortizzatori sociali, cioè i sussidi di disoccupazione.