Gallipoli, al “Sacro Cuore” riaprono tre reparti accorpati. Nuovo monito del Sindaco: “Troppo movimento in città”

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Gallipoli – Medicina generale, Chirurgia, Ortopedia verso la riapertura dopo la sanificazione effettuata e test negativi al Coronavirus per il personale medico e paramedico. Il “Sacro Cuore” comincia a riprendere il suo assetto dopo lo scossone impresso dalla task force inviata dall’Asl di Lecce, su pressioni del Comune, dopo il caso positivo registrato proprio a Medicina.

Il reparto verrà accorpato con Ortopedia e Chirurgia mentre si avvia a conclusione l’intervento di sanificazione degli altri reparti con cui avevano avuto contatti quotidiani con gli operatori e i degenti di Medicina, come  Pneumologia.

Pneumologia “temporaneamente” a Lecce

A proposito di Pneumologia, l’Unità operativa sarà chiusa e trasferita al “Fazzi” di Lecce, ovviamente dopo le dimissioni dei ricoverati. Il trasferimento è giustificato con l’attuale emergenza epidemiologica, considerato che il Covid- 19 attacca prima di tutto i polmoni. Nella sua decisione il direttore generale dell’Asl ha considerato questo elemento e il rischio di “prericoveri” a Gallipoli coln trasferimenti successivi e forzati a Lecce.

Il Sindaco Stefano Minerva ha condiviso la logica che sottende al trasferimento di Pneumologia considerandolo però del tutto temporaneo. Garantita comunque la permanenza del personale nel nosocomio gallipolino.

“Troppa gente in giro”

Sono diversi giorni ormai che fortunatamente Gallipoli non riscontra casi positivi – ha infine dichiarato Minerva dopo la pubblicazione degli esiti dei test da parte della Regione di pochi minuti fa – ma questo non vuol dire che bisogna abbassare la guardia”.

L’ennesimo appello “Vi chiedo con il cuore in mano – è l’appello del Sindaco – di restare a casa, ad oggi riscontro troppo movimento in una città che, come tutte le altre, ha il dovere di osservare la quarantena. I controlli ci sono e riportano “le scuse” di chi è fuori casa illegittimamente: vi assicuro, tutto ciò non ha senso. Ancora un piccolo sforzo, restiamo a casa”.