Gallipoli, avviato un nuovo servizio antitumorale col presidente Emiliano. Serravezza: “Cattedrale nel deserto”

1993

Gallipoli – All’ormai scontato “ospedale di primo livello”, il presidio “Sacro Cuore” di Gallipoli aggiunge ora un altro importante tassello: il presidente Michele Emiliano, impegnato in un tour “per tastare il polso della sanità salentina”, è stato oggi a Gallipoli per inaugurare la nuova “Ufa”, cioè  l’Unità farmaci antiblastici per la chemioterapia. Accompagnato dal Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, dai presidenti del Consiglio comunale Rosario Solidoro e della commissione Sanità Titti Cataldi, oltre al direttore generale della Asl leccese, Ottavio Narraci, subito dopo la benedizione del cappellano ospedaliero don Marcello Spada, Emiliano ha visitato la nuova struttura sita al settimo piano della prima torre. La stessa dove il secondo ascensore ha ripreso a funzionare (finalmente) dopo un guasto durato quasi sette mesi.

Il presidente è stato accolto nella sala convegni al secondo piano dagli alunni della Scuola media Polo 2 a indirizzo musicale accompagnati dai maestri Marco Rizzello, Eva Barbetta, Giuseppe Trianni e Pascal Coppola, che si sono esibiti con l’”Inno alla Gioia” di Beethoven e “Barcarola” di Chopin. In una sala gremita di primari, medici e personale infermieristico dei vari reparti  si sono via via susseguiti gli interventi del direttore sanitario Egidio Dell’Angelo Custode, di Serenella Zacà (direttore della farmacia ospedaliera e responsabile della struttura appena inaugurata), del Sindaco Minerva, del presidente della Provincia Antonio Gabellone, del direttore generale dell’Asl. Il capo del governo regionale non ha mancato di fare riferimento alla scelta di “ospedale di primo livello” operata su Gallipoli, in ballo con Casarano.

Tornando alla nuova struttura, vi lavoreranno un farmacista e quattro infermieri preparatori delle 40-50 dosi giornaliere, sia per i malati ricoverati in oncologia che come assistenza ambulatoriale. “E’ una unità all’avanguardia destinata alla preparazione di farmaci antitumorali personalizzati e sicuri. Le Unità farmaci antiblastici – ha affermato Narracci in una nota – rappresentano una realtà importante nello scenario dell’oncologia nel nostro Paese, con un ruolo chiave legato alla sempre maggiore complessità delle terapie antitumorali, che richiedono un’alta specializzazione e strutture adeguate alla loro manipolazione. Una struttura centralizzata può infatti garantire la sicurezza del paziente dal rischio di errori, la sicurezza dell’operatore, migliorare l’appropriatezza prescrittiva e ridurre gli sprechi per il servizio sanitario oltre che quelli di farmaci, in virtù del lavoro sinergico tra clinico e farmacista nella definizione di protocolli e nella calendarizzazione dei pazienti”.

Assente per protesta invece il primario di Oncologia Giuseppe Serravezza che ha dichiarato a piazzasalento: “Quella struttura creata è frutto di anni e anni di nostro lavoro, ma perché non resti una cattedrale nel deserto, occorre che venga contestualizzata in un ambito coerente con quella struttura, risparmiando così anche sulle spese sanitarie”. Il riferimento è alle pazienti affette da tumore alla mammella, che vengono operate con aggravi di costi in strutture private (oltre al “Fazzi” di Lecce, in provincia c’è solo la clinica “Città di Lecce”) quando invece “ad esempio – suggerisce Serravezza – potrebbe essere potenziato il reparto di Chirurgia esistente nel nosocomio gallipolino con le sale operatorie in attesa di ultimazione”. “Invece di potenziare le strutture già esistenti – conclude l’oncologo – si avviano servizi che alla fine serviranno per la chemioterapia degli anziani?”.

Subito dopo Gallipoli, l’”ispezione sanitaria” di Emiliano è proseguita per Martano, dove da poco al preesistente poliambulatorio,  è stata aggiunta una nuova ala comprendente ambulatori specialistici, nuovo centro dialisi, mammografo di ultima generazione e reparto di radiodiagnostica con risonanza magnetica. Ha concluso il tour salentino a Lecce, con un sopralluogo nel cantiere del Dipartimento emergenza accettazione (Dea) del “Vito Fazzi”.