Gal, progetti condivisi

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ARADEO. È partita da Aradeo lo scorso 19 maggio la programmazione del- la seconda fase del Progetto leader 2014-2020, promosso dal Gal Isola Salento nell’ambito del Piano di sviluppo rurale della Regione. Si è trattato di una fase di ascolto ed animazione del territorio denominata “Salentomanifesto di visione strategica”. Seguiranno altri sei incontri di progettazione partecipata in altri comuni con l’obiettivo di costruire uno scenario condiviso in tema di sviluppo della comunità per quello che è stato definito il “Salento di mezzo”. Saranno coinvolti i comuni già appartenenti al territorio del Gal Isola Salento (Aradeo, Calimera, Caprarica di Lecce, Castrignano Salentino, Castrì di Lecce, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cursi, Cutrofiano, Galatina, Martano, Martignano, Melpignano, Seclì, Sogliano Cavour, Soleto, Sternatia, Vernole e Zollino) ed altri in via di aggregazione. Alla riunione di Aradeo erano presenti il sindaco di Neviano, Silvana Cafaro, sindaco e vice di Seclì, Antonio Casarano e Concettina Bongiorno, e l’assessore Rocco Conte per l’amministrazione comunale di Aradeo. Presenti anche numerosi cittadini e responsabili di circoli ed associazioni del territorio che hanno contribuito, con suggerimenti e proposte ad avviare la costruzione di una programmazione partecipata e condivisa dal basso, secondo la logica illustrata dal responsabile del Gal, l’ingegner Tommaso Laudadio, che è quella di “porre al centro il cittadino e il suo potenziale decisionale in una logica di comunità”. Come illustrato anche da uno dei “facilitatori”, Rino Carluccio, “la comunità può far uscire quello che vogliamo sia il futuro di questa terra, in una programmazione nata dal basso che sappia valorizzare il patrimonio delle risorse locali”. Le proposte dei partecipanti si sono strutturate su tre temi individuati dal Gal quali prioritari in una prima fase: turismo sostenibile; arte, cultura e territorio; innovazione delle filiere. Si è scelta la strada dell’animazione territoriale e dei forum partecipativi perché si è cercato di dare un carattere collettivo all’azione locale e soprattutto perché è nel confronto organizzato che si valorizzano le risorse.