“Fuga di cervelli” al contrario, al “Città di Lecce Hospital” il ritorno di tre specialisti dal Nord

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Racale – Dopo anni di esperienza al Nord Italia decidono di fare ritorno nella terra d’origine per “spendere” qui esperienze e professionalità. Si tratta di tre giovani medici specialisti del “Città di Lecce Hospital”, ospedale di “alta specialità” accreditato con il Sistema sanitario nazionale. Chiara Simeone (di Racale) e Dario Fina (Mesagne) sono entrambi specialisti in cardiologia mentre Marco Albanese (originario di Cellino San Marco) è anestesista.

Le loro sono storie in controtendenza rispetto al fenomeno della “fuga di cervelli”. «Storie che raccontano la volontà di giovani professionisti di rafforzare, con le loro capacità, competenze ed entusiasmo, le eccellenze sanitarie del Sud Italia, per contribuire a fermare la migrazione di pazienti e di professionisti verso “l’altrove”», fanno sapere dalla struttura sanitaria del gruppo “GVM Care & research”.

Da Racale a Chieti e Milano. Poi di nuovo il Salento 

Dott.ssa Chiara Simeone

Chiara Simeone, cardiologa ed ecocardiografista, dopo gli studi a Chieti ha vissuto gli anni di formazione specialistica a Milano, lavorando nei principali poli ospedalieri dedicando  particolare attenzione al perfezionamento in ambito di Imaging cardiovascolare, alla gestione clinico-terapeutica e strumentale del malato cardiologico complesso in ambiente intensivistico e all’attività di ricerca soprattutto nel campo delle Cardiomiopatie e Canalopatie ad impronta genetica.

«Quando ho iniziato a lavorare a “Città di Lecce Hospital”, dopo circa 12 anni trascorsi tra Chieti e Milano, ho scoperto con stupore di esser parte di una squadra di giovani colleghi che, come me, provenivano da realtà diverse e che, dopo anni di esperienza professionale, lavorativa e di ricerca in altre regioni o all’estero, hanno deciso di riportare la loro expertise e il loro bagaglio professionale e culturale in questa regione che tanto merita e tanto ha bisogno di professionisti giovani e volenterosi. Viaggiare, vivere e conoscere altre realtà professionali e sanitarie è stato per me illuminante. Mi ha permesso di formarmi come donna e come medico, consentendomi di osservare “da vicino” la realtà sanitaria e il modello gestionale di diverse regioni e di confrontarli con quelli pugliesi, che non hanno nulla da invidiare alle grandi città del Nord. Il mio auspicio più grande è che questo desiderio comune di noi giovani di voler far ritorno “a casa” non rappresenti un punto d’arrivo, ma il punto di partenza per poter crescere e migliorarsi sempre più».

Secondo stime recenti (Rapporto Svimez 2018), sono 2 milioni le persone che si sono trasferite al Centro Nord per lavoro, oltre 800 mila in dieci anni. Un fenomeno che negli ultimi mesi, per effetto della pandemia, ha visto una inversione di tendenza, in parte grazie al cosiddetto “south working”, ovvero la possibilità di lavorare da remoto, ma in misura sempre crescente come espressione della scelta di molti giovani professionisti di tornare nella regione di origine per mettere competenze, esperienze e know-how al servizio dei loro concittadini.

«In Puglia ci sono grandi università ed eccellenze in ambito sanitario che nulla hanno da invidiare al resto del Mondo, ma la curiosità, la voglia di viaggiare e di mettermi alla prova con esperienze stimolanti mi hanno portato lontano», – racconta il dott. Dario Fina, che dopo Pavia e Milano ha pure trascorso in Olanda un periodo di formazione. Al “Città di Lecce Hospital” ha contribuito a potenziare l’ambulatorio di Ecostress, dedicato prevalentemente a pazienti affetti da patologia coronarica, in grado di effettuare una diagnosi precoce di cardiopatia ischemica.

Percorso analogo è quello che ha portato il dott. Marco Albanese, anestesista rianimatore, a fare ritorno in Puglia dopo 15 anni al Nord: prima gli studi a Ferrara, dove si laurea in Biologia e in Medicina, cui seguono gli anni della specializzazione in diverse strutture ospedaliere dell’Emilia Romagna. «Contestualmente al mio arrivo a Città di Lecce Hospital è stato inaugurato un ambulatorio dedicato alla terapia del dolore, dove eseguo procedure infiltrative avanzate eco guidate con l’auspicio di iper-specializzarmi in procedure radioguidate in sala operatoria. Intanto, porto avanti attività di ricerca con l’Università di Ferrara e con un grande gruppo ospedaliero a Milano”.