Focolaio Covid e tamponi di massa a Taurisano: “Chi non viene richiamato dalla Asl è negativo al virus”

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Postazione tamponi Taurisano

Taurisano – «Chi ha fatto il tampone lo scorso lunedì e non è stato richiamato dalla Asl è “negativo” al Covid». È il sindaco di Taurisano Raffaele Stasi ad intervenire con un videomessaggio per “fare chiarezza” in merito alla situazione di contagio diffuso creatasi nel suo paese, dove i casi sfiorano i 200. Per affrontare il focolaio in paese è arrivato l’esercito che in piazza Unità d’Italia ha montato uno dei 13 “drive in” previsti in Puglia (anche nell’ex ospedale “Sambiasi” di Nardò) per eseguire i testi rapidi.

«La Asl sta richiamando solo chi è risultato positivo ai test rapidi: saranno solo questi soggetti a fare i test molecolari», spiega Stasi in risposta agli “esperti” che sui social “spiegano ciò che non sanno”. A contribuire a creare confusione, in una situazione già non facile, è stato il fatto che ai primi che hanno eseguito l’esame non è stato possibile assegnare il codice identificativo che, invece, d’ora in poi permetterà ad ognuno di conoscere l’esito del test collegandosi sul sito indicato dalla Asl.

Il “caso Taurisano” oggetto di studio

Il videomessaggio del sindaco Stasi

«Abbiamo attrezzato tutto in poche ore. Dobbiamo ringraziare il distaccamento di Lecce della Brigata Pinerolo. Abbiamo la possibilità di avere uno screening sulla popolazione con un test rapido. Ma dobbiamo correre più del virus per batterlo. Inoltre ora siamo anche oggetto di studio a livello regionale: quanto accade a Taurisano verrà utilizzato dagli epidemiologi per vincere questa guerra contro il Covid», afferma Stasi nel rinnovare l’invito soprattutto a “giovani, lavoratori e a chi assiste gli anziani” per eseguire il tampone (prenotandosi sull’apposita piattaforma internet all’indirizzo “cpst.it/emergenzacovid”).

Circa il mercato settimanale del venerdì, spostato temporaneamente nell’area antistante la parrocchia S. Maria ausiliatrice per far spazio alla tenda dell’esercito in piazza Unità d’Italia, Stasi è categorico: «Lo manterremo aperto: con la collaborazione dei commercianti siamo stati i primi a riaprire dopo il primo lockdown ed ora, sempre con il loro aiuto, lo lasciamo aperto».