Festa di San Giuseppe, Gallipoli rinnova la tradizione malgrado la pandemia

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Gallipoli – Con Gallipoli – Con l’inizio della Novena (il 9 marzo scorso), sono entrati nel vivo a Gallipoli i festeggiamenti in onore di San Giuseppe, nell’anno “dedicato” indetto da Papa Francesco lo scorso 8 dicembre, per il 150° dalla proclamazione a Patrono della Chiesa universale.

Nel rispetto delle limitazioni per la pandemia, quest’anno tutti gli appuntamenti religiosi organizzati dalla confraternita di San Giuseppe e della buona morte, con sede nella chiesetta dei Santi Pietro e Paolo di via De Pace, convergono nella più ampia cattedrale di Sant’Agata.
Niente processione con la statua del Santo alla vigilia né tanto meno la “Tavolata di San Giuseppe” il giorno della festa, che in tempi “normali” prevedeva l’invito a 12 famiglie bisognose che consumavano in sacrestia i tradizionali “ciciri e tria” (pasta e ceci) e le zeppole. È fatta salva, invece, la tradizionale vendita dei campanelli di creta (anche questa tutta gallipolina) con sopra impresso, per l’occasione, un dipinto commemorativo dell’“Anno Giubilare”.

La tradizione

I campanelli venivano venduti sino a qualche tempo fa da un signore in bicicletta (noto come “u Co’ Muriccia”), capace di attirare l’attenzione della gente scuotendo il campanello e urlando a gran voce “chiangiti piccinnieddhi, ca su ‘rrivati li campanieddhi”, riuscendo in tal modo a vendere in un “amen” i campanelli ai tanti genitori “costretti” dal pianto disperato e ricattatorio dei propri figlioli.

Questi sono gli appuntamenti liturgico-pastorali promossi dalla confraternita: sino a mercoledì 17, dopo la recita del Rosario (alle 17,45) e le litanie cantate, segue (alle 18,30) la Messa celebrata dal padre spirituale (nonché parroco della cattedrale) mons. Piero De Santis. La sera della vigilia (giovedì 18), la Messa (alla quale partecipa pure la confraternita del Rosario: in tempi normali accompagna, per antica consuetudine, la processione sino al suo rientro in chiesa) si concluderà con l’antico Inno dell’Akathistos. Venerdì 19, festa del Santo, alla liturgia delle Lodi (alle 8,45) segue (alle 9) il Pontificale presieduto dal vescovo diocesano mons. Fernando Filograna. Quindi, dopo la Messa delle 11, la Supplica a San Giuseppe (alle ore 12) e il canto del Te Deum dopo la Messa solenne delle 18,30.

Questi, invece, gli appuntamenti socio-pastorali e di solidarietà (sempre in cattedrale), dopo la raccolta alimentare di sabato 13 per i poveri della parrocchia: martedì 16 alle 18 la “lectio divina”; mercoledì 17 (ore 19,00) riflessioni sul sacramento della riconciliazione; venerdì 19 marzo (alle 17 in diretta streaming) la catechesi mensile “San Giuseppe custode della famiglia”, tenuta dal superiore del santuario “Maria SS. della Coltura” di Parabita padre Francesco Maria Marino, dell’Ordine dei Predicatori.

La confraternita di San Giuseppe e della buona morte, presieduta dal priore Giovanni Buccarella, è composta da Cristina Barletta e Maria Natali (assistenti), Dalila Perrone e Luigi Mario Pugliese (consiglieri), Leo Barletta e Francesco De Rinaldis (primo e secondo animatore liturgico), Luigi Schirosi (maestro di formazione), Eugenio Chetta (segretario), Luigina Fai (cassiera), Anna Rizzo (depositaria) e Aurelio Muzzone (revisore dei conti).