Festa della Liberazione senza “Bella ciao”: è polemica a Tuglie

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Tuglie – La diffusione di note musicali nella giornata del 25 Aprile non è “manifestazione condivisa” e a Tuglie l’Anniversario della Liberazione diventa oggetto di polemica politica.

A far discutere è la risposta data dal sindaco Massimo Stamerra all’associazione “Bene Comune” che intendeva diffondere per le strade del paese un messaggio legato alla giornata nazionale di commemorazione sulle note di “Bella ciao”, il canto di lotta popolare simbolo della liberazione dalla dittatura nazi-fascista.

“Una ricorrenza senza colore politico”

« Una semplice occasione per ricordare con entusiasmo a tutti i tugliesi quello che rappresenta per gli italiani questa data. Una ricorrenza che non dovrebbe avere colore politico perché della libertà conquistata ne godono tutti quanti», fanno sapere da “Bene Comune”.

È stata, di fatto respinta la richiesta reiterata da Lorenzo Longo (la prima risale al 21 aprile), presidente dell’associazione “Bene Comune”, di passare per le strade del paese, con un’auto di proprietà, “da solo e con tutte le accortezze che si richiedono per l’emergenza Covid-19”, per diffondere con strumentazione audio alcuni brani musicali in occasione della festa del 25 aprile.

Le motivazioni di Stamerra

“Nessuna intenzionalità discriminatoria” scrive Stamerra nella risposta fornita ieri, alla vigilia della giornata di commemorazione. Rispetto a simili modalità permesse in altre circostanze, come per “Lu Lazzarenu” nella notte di Pasqua con l’associazione “Giovani crisalide”, il Sindaco afferma: «Ben altra cosa è l’iniziativa per la quale ho dovuto negare ora l’autorizzazione: essa non può assumere il valore di una manifestazione condivisa, sia perché si colloca al di fuori delle tradizioni del nostro paese, sia perché il Comune, se mai volesse organizzare le celebrazioni per il 75° anniversario della festa della Liberazione, lo potrebbe fare con la sola partecipazione eventuale  delle locali Associazioni partigiane e combattentistiche, e nei limiti eccezionalmente consentiti dalla circolare del Ministero dell’Interno n. 15350 del 22 aprile 2020″.

“Nulla contro le altre associazioni”, fanno sapere da “Bene Comune” con riferimento alla diffusione “del nostro amato Inno d’Italia” nelle scorse settimane, alle note del Lazzarenu, o agli “effetti speciali” dell’Associazione L462: “Eppure tutto si svolgeva in tempi di distanziamento sociale e restrizioni dettate dalle nuove norme”.

Bene Comune Tuglie con i consiglieri Valentina Serini, Alessandra Moscatello, Gianpiero Pisanello

I consiglieri comunali Alessandra Moscatello, Valentina Serini e Gianpiero Pisanello si chiedono il perché di tale “disparità di trattamento”. «”Bella ciao” è il simbolo della libertà in tutto il mondo ed è cantata ovunque ci sia un diritto da difendere, un’oppressione da combattere, un sopruso contro cui lottare e resistere. Solo alcuni italiani non hanno ancora capito il valore morale e civile di queste note».