CASARANO. Dopo aver incupito, per anni, amministratori e cittadini, il dissesto finanziario del Comune arriva in aula per la sua approvazione. Il Consiglio è fissato per le 16 di venerdì 24 ottobre e, addirittura, per le 9 della domenica successiva in seconda convocazione. L’urgenza è quella di anticipare, dichiarando per l’appunto il dissesto, la discussione sul Bilancio già programmata per lunedì 27 e permettere, in tal modo, a consiglieri e amministratori di rimanere in carica ed evitare il commissariamento. Con il dissesto si aprirà, però, una gestione paralella del Bilancio (affidata ad una commissione esterna) per la necessità di risanare il debito maturato (tagliando al massimo le spese e innalzando le tariffe, in verità già al massimo) ed accertare le responsabilità del “crack”.

«L’Ente non è stato in grado di uscire dalle secche di una crisi di liquidità in cui da tempo, ormai, è incagliato», hanno scritto (a settembre), in una implacabile relazione, i giudici della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per i quali, tra l’altro, “la situazione, già molto grave, potrebbe ulteriormente peggiorare”. A far precipitare gli eventi sono state le “dettagliatissime” 31 pagine con le quali i giudici contabili hanno bocciato una prima verifica al Piano di riequilibrio quinquiennale al quale l’Amministrazione Stefàno aveva dovuto far ricorso, quale ultima àncora, per evitare, da subito, il dissesto.

«Il Piano approvato dall’Ente nel novembre 2012 presentava uno squilibrio di bilancio pari a 14.413.865,46 euro», scrive la Corte secondo la quale, tuttavia, l’accesso al fondo di rotazione da oltre 5 milioni di euro (“peraltro da restituire”) è stato utilizzato anche per le spese correnti. Ma le censure dei giudici contabili sono tante e vanno dalle “gravi criticità” già segnalate per il Rendiconto degli anni dal 2007 al 2009 (era sindaco Venuti), alla creazione, nel 2010 (De Masi) della società “Casarano città contemporanea”, “che avrebbe dovuto procedere alla alienzazione dei beni patrimoniali ma ha registrato perdite in tutti gli esercizi ed è riuscita a vendere solo due immobili”, sino ai risultati “insufficienti”malgrado gli sforzi compiuti dall’attuale Amministrazione “per una situazione finanziaria effettivamente molto più grave di quella esposta nel Piano di riequilibrio”. Unica nota positiva “la riduzione prevista per le spese del personale”. Troppo poco, però.

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