Fede, devozione (e tanto turismo) per i riti della Settimana santa a Gallipoli

1955

Gallipoli – Notte di fede e devozione quella che Gallipoli vive, nel segno della tradizione, tra il venerdì e il sabato della Settimana santa con le due processioni che caratterizzano i riti quaresimali in città. Sono diverse migliaia, tra fedeli e turisti, le persone che animano il centro storico nei giorni del triduo pasquale e altrettante quelle coinvolte direttamente dalle confraternite.

Dall’oratorio della confraternita del Crocifisso (priore Francesco Zacà), intorno alle 17 è uscita la processione dei Misteri (detta anche “te l’Urnia”), alla quale si accoda la vicina confraternita degli Angeli (priore Giuseppe Capoti), con la statua dell’Addolorata: un serpentone umano lungo alcune centinaia di metri, che dopo aver fatto il giro di alcune strade del centro storico, ha raggiunto la cattedrale per la solenne azione liturgica della Passione del Signore e dell’Adorazione della Croce.

La processione attraversa l’intera città e rientra non prima delle 2 del mattino del sabato santo: vi partecipano circa 300 caricatori (che portano a spalla le statue), oltre 150 confratelli (tra gli oltre 1500 associati) del Crocifisso, incappucciati e con corona di spine sul cappuccio, e 60 della confraternita degli Angeli (che conta 600 associati).

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Sono sei le statue portate in processione dal SS. Crocifisso, tutte in legno, risalenti al XVIII secolo: l’Orto degli Ulivi, il Cristo alla colonna, l’Ecce Homo, il Cristo caricato della Croce, La Crocifissione, La Deposizione (l’Urnia). Chiude la processione la confraternita degli Angeli, accodandosi alla prima, con la statua della Madonna Addolorata.

Alle 3 del mattino del sabato santo, una volta rientrata la processione dei Misteri, dalla chiesa confraternale della Purità (priore Mino Maggio) esce poi  la processione della Desolata e del Cristo morto che, dopo aver fatto il giro dell’intera città, rientra intorno alle 10 del mattino.

Nel centro storico della città si contano nove confraternite, tutte molto  impegnate in questo periodo. Sin dal 12 aprile, con la processione dell’Addolorata a cura della confraternita del Carmine (priore Enzo Della Rocca), e poi con la visita ai Repositori del Giovedì santo, preceduti dal rullo del tamburo e da uno squillo di tromba, ma anche dal suggestivo suono della troccola, e poi nelle processioni del venerdì e sabato santo.

Ai Repositori sono interessate le chiese di San Francesco di Paola (a cura della confraternita di Santa Maria della Neve), San Francesco d’Assisi, cattedrale di Sant’Agata, monastero claustrale di Santa Teresa, chiesa confraternale del Rosario e oratorio dell’arciconfraternita delle Anime: quest’ultima (che un tempo raccoglieva i nobili gallipolitani) ha il privilegio di uscire per ultima, la mattina del venerdì santo intorno a mezzogiorno.

 

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