Faro dell’Isola di S. Andrea: prosegue la messa in sicurezza. E si riaffaccia una vecchia richiesta: “Perché non farlo ritornare in attività? E’ un pezzo della città” IL VIDEO

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Gallipoli –Proseguono i lavori al Faro dell’Isola di Sant’Andrea di Gallipoli. Iniziati il 26 luglio con lo “sbarco” da un grosso pontone di automezzi e attrezzature, il cantiere  riguarda la base del faro e l’edificio adiacente.

Gli interventi progettati e programmati dal Provveditorato Opere pubbliche di Bari (Ministero Infrastrutture e Trasporti), riguardano una manutenzione straordinaria della struttura. Interventi resi necessari e non più rinviabili anche da alcuni problemi di stabilità registrati con particolare preoccupazione in questi ultimi tempi.

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Il Provveditorato di Bari (che ha giurisdizione anche su altre Regioni del Meridione) ha dato corso ai lavori di consolidamento, affidando la direzione delle operazioni al geometra Giuseppe Caforio. Naturalmente sono stati informati e coinvolti, ciascuno per le proprie competenze, anche il Comune di Gallipoli e la Capitaneria di porto.

L’approdo sull’isola tanto cara e “misteriosa” ai più (vige un divieto di sbarco per motivi ambientali e militari, tranne che per Legambiente che vi organizza brevi escursioni in alcuni periodi dell’anno), aveva suscitato molta attenzione.

Il faro dell’ Isola di Sant’Andrea, prima che venisse spento

Appresi i motivi di sicurezza statica di quegli arrivi non annunciati, l’attenzione sembra adesso spostarsi sul futuro del faro, una volta messo in sicurezza. Che farne?, si chiedono alcuni lettori di piazzasalento.it.

“Perché non ristabilire anche il fascio di luce?“, è la domanda. Soppiantata, dopo un periodo di totale oscurità, da una luce intermittente grazie all’iniziativa dell’allora senatore Giorgio Costa di Matino, c’è chi ritiene che il faro in piena attività costituisca ormai un dato caratterizzante della città jonica, meta anche quest’anno di decine di migliaia di turisti.

“Il faro fa parte della nostra storia, della nostra identità – scrivono al giornale alcuni “gallipolini e non solo – ed anche se ha parso le sue funzioni al servizio della sicurezza in mare, resta pur sempre un pezzo storico di questa area”.

E i costi? Sembrano aver pensato a tutto coloro che segnalano questa non nuova proposta: “Si potrebbero trovare le necessarie risorse prendendole da una parte della tassa di soggiorno o da imposte simili che derivano dal settore turistico. In fondo una immagine piena della città (quindi anche col suo faro acceso, simbolo di tanti valori) è anche a loro disposizione”.

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