Falesie senza transenne a Santa Cesarea Terme: vertice in Regione il 10 per sbloccare i lavori. Comune sotto accusa

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Santa Cesarea Terme – Martedì in Regione vertice monotematico: come avviare i lavori (finanziati) per mettere al sicuro un tratto di costa ancora oggi chiuso al pubblico. Lo annuncia il consigliere regionale Paolo Pellegrino (di Lecce) che punzecchia l’Ente locale: “Il  Comune di Santa Cesarea Terme apprezzi gli sforzi della Regione Puglia. mirati non ad ostacolare l’iter dei lavori, ma a sbloccarli”.

Sono state forti le proteste, in particolare durante questa stagione, dei bagnanti che – a causa dei timori di crolli delle falesie, si sono visti vietare ampi tratti del litorale. Sono nati anche movimenti di protesta nel corso di questi anni in una situazione che appare immutabile ed anche incomprensibile.

Comune sollecitato: “Dalla Regione anche tecnici, se servono”

La riunione a Bari del 10 settembre i dirigenti regionali chiederanno all’amministrazione locale tempi certi sull’avvio della messa in sicurezza, “pena la revoca dei finanziamenti”- Il consigliere Pellegrino segue da tempo questa contesa per la salvaguardia delle Falesie di Santa Cesarea Terme, “al centro da diversi anni di ritardi e contenziosi sulle opere di recupero e di tutela di uno dei più bei tratti della costa salentina”.

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Tre distinti interventi Dopo aver sottolineato che “ci sono in ballo non solo delle risorse certe, ma anche l’immagine che si vuole dare ai tanti turisti che ogni estate affollano la nota località balneare”, Pellegrino precisa: “Parliamo di tre distinti punti di intervento su Santa Cesarea Terme, con ben 4 milioni di euro per la Falesia, deliberati dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr) nel 2011, e un altro milione per la falesia relativa alla località denominata Archi, deliberato addirittura nel lontano 2003″.

Nell’elenco dei lavori regionali Pellegrino richiama anche quelli sulla spiaggia pubblica di Porto Miggiano, “per i quali il finanziamento è stato completato, “Il Comune nonostante il dissequestro da parte della magistratura per consentire la messa in sicurezza – sottolinea il consigliere regionale – non vi ha ancora provveduto creando disagio sia ambientale che turistico. Insomma, una situazione di stallo sulla quale nei mesi scorsi ho sentito il dovere di presentare un’interrogazione urgente in Consiglio regionale”.

Possibile un aiuto “tecnico” dalla Regione “Perciò credo che l’incontro di martedì possa davvero dipanare gli ultimi dubbi e fare chiarezza una volta per tutte. Anzi. Se il Comune, date le ridotte dimensioni demografiche e finanziarie, non riesce con le proprie risorse umane a portare avanti i progetti, ha tutto il sacrosanto diritto e dovere di chiedere un aiuto alla Regione Puglia. Aiuto – conclude – che non sarà assolutamente negato pur di restituire alla comunità un pezzo del suo paesaggio e della sua storia”.

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