Falesie, crolli e transenne: il progetto è vecchio, va rifatto. Ed è polemica per il rischio contenziosi. Fermi da anni 5 milioni

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Santa Cesarea Terme – L’intervento da 4 milioni per mettere in sicurezza la falesia, deliberato nel 2011 dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) potrebbe ricominciare a prendere corpo il prossimo novembre, dopo quasi un anno di blocco; quello da un milione, disponibile fin dal 2003 e destinato alla costa in località Archi e Ciolaro, deve aspettare adesso il nuovo progetto.

La radiografia della situazione, al centro di polemiche e scontri, anche tra istituzioni (Regione e Comune) è oggi questa, dopo la decisione del Consiglio comunale del 4 ottobre di dare corso ad un nuovo incarico tecnico per un progetto aggiornato del tratto interessato i n tutti questi lunghi anni da smottamenti e crolli.

Il Consiglio ha deciso, la minoranza se n’è andata

In una precedente riunione il 30 settembre con lo stesso argomento da discutere, l’assise comunale aveva deciso un rinvio su proposta del presidente Fedele Corsano. Il motivo dello slittamento della decisione “anche sulla scorta dei rilievi formulati dal consigliere Sergio De Notarpietro prima di abbandonare l’aula” è riportato nella deliberazione: “Consentire alla minoranza di approfondire ogni aspetto della questione anche sotto il profilo dell’elevato numero di atti richiamati nella proposta di deliberazione”.

Dopo quattro giorni, la decisione è stata presa. Quello da nominare è l’ottavo tecnico che si alterna in questo percorso interminabile. Che adesso deve segnare ancora il passo: “Già nei lontani inizi ci furono dei problemi – ricorda il Sindaco Pasquale Bleve, al suo secondo mandato – con i lavori appaltati. Poi però lo stato dei luoghi cui si riferiva il primo progetto è notevolmente cambiato, per cui abbiamo preso la decisione di avere un nuovo progetto”. Il tratto interessato ed attualmente transennato riguarda un pezzo di strada con zona a parcheggi.

Erano stati consegnati anche i lavori per la falesia; poi anche lì cambio di ditta, problemi con la Soprintendenza: “Ora li abbiamo superati – dice Bleve – e penso che a novembre il cantiere riprenderà la sua attività”.

I consiglieri di minoranza hanno spiegato le ragioni del non voto. Maria Corvaglia (candidata Sindaco), Ivan Raffaele Maschio, Francesco Elia e De Notarpietro della lista “Costruiamo insieme il futuro” sono piuttosto preoccupati e non solo per gli anni trascorsi inutilmente.

Abbiamo abbandonato l’aula – spiegano dall’opposizione – perché l’Amministrazione si è esposta al rischio di un contenzioso con costi legali certi a carico del Comune e la probabilità di un danno patrimoniale”. Per i quattro consiglieri sarebbe stato preferibile “attivare una commissione per approfondire il delicato argomento”.

Il Sindaco assicura: “Niente rischi”

Secca la replica del Sindaco: “Rischi? Quali rischi, qui non c’è nessun danno a chicchessia. I rischi sono per le persone e quelli sì non li dobbiamo dimenticare”.

Sullo sfondo resta la Regione che nei mesi scorsi ha dimostrato più di una impazienza per la lentezza con cui l’Ente locale si è mossa sulla annosa vicenda. Se ne era fatto portavoce da ultimo lo scorso settembre il consigliere regionale Paolo Pellegrino (di Lecce), che aveva evidenziato “anni di ritardi e contenziosi sulle opere di recupero e di tutela di uno dei più bei tratti della costa salentina”. Il 10 settembre la Regione aveva convocato a Bari una riunione proprio per cercare di rimuovere gli ostacoli all’apertura dei cantieri.

(nelle foto Maria Corvaglia e Pasquale Bleve)