Ex Gerontocomio e Palasport: a Nardò indietro tutta? Le opposizioni: “Tutto irregolare”; l’Amministrazione tace. O quasi

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il Gerontocomio

Nardò – Si addensano nubi cariche di potenziali tensioni su due opere pubbliche tra le maggiormente attenzionate in questi anni di Amministrazione Mellone: la vendita dell’ex gerontocomio, una delle incompiute della città e, con quegli introiti, la costruzione di un Palasport da 1.500 posti. In Comune starebbero procedendo alla revoca dell’avvenuta vendita datata giugno 2018, secondo le dichiarazioni che circolano in queste ore. “Risponderemo con i fatti”, la replica non ufficiale da Palazzo Personé.

Non c’è ancora nessun atto formale, in effetti, che spieghi ed ufficializzi il dietrofront, ma dalle opposizioni si dicono certi che i funzionari incaricati a questo stanno lavorando. In ballo un milione 630mila euro offerti dalla “Nuzzo Costruzioni srl” di Lecce, ma nata negli anni Ottanta a Casarano, a seguito dell’avviso pubblico del Comune. La somma è destinata non a finire nelle casse dell’Ente ma a realizzare l’impianto sportivo a cura della stessa società acquirente.

“Revocata la vendita del vecchio immobile”

Lorenzo Siciliano
Lorenzo Siciliano

Revoca della vendita dell’ex gerontocomio in zona 167″: questo il titolo della nota della segreteria cittadina del partito democratico diffusa ieri sera. “Non solo Nardò non avrà nessun punto nascite  – prosegue il Pd neretino ricordando una delle promesse fatte dal Sindaco proprio nel momento dell’annuncio della vendita del rustico in zona 167 – ma il Comune sta anche per revocare la vendita dell’ex gerontocomio viziata da gravi illegittimità”.

La “figuraccia natalizia” viene definita la vicenda che si starebbe evolvendo, “a conferma di  dubbi e perplessità del Pd”. “Nel 2018 il primo cittadino – si sottolinea – ha annunciato che “i bambini torneranno a nascere a Nardò” in riferimento a un fantomatico punto nascite da attivare proprio grazie alla vendita dell’ex gerontocomio tramite la procedura prevista dall’art. 191 del Decreto legislativo 50/2016 “Cessione di immobili in cambio di opere””.

“Procedimento da annullare”

In realtà il procedimento di aggiudicazione all’impresa sembrerebbe gravemente viziato per palese violazione del codice degli appalti – si sostiene dal Pd – ed ecco che si starebbe per giungere alla revoca. La farsa propagandata per mesi dell’ex gerontocomio trasformato, della cittadella dello sport e delle donne che tornano a partorire in città, arriva al capolinea”.

Era stato l’ex Sindaco e leader di “Nardò liberal”, Marcello Risi, a sollevare dubbi sulla  legittimità dell’operazione di vendita definita nel giugno 2018, che prevedeva peraltro  la realizzazione del Palasport in tre anni. Oggi lo stesso Risi torna, su facebook, a segnalare la validità delle sue obiezioni rese note nell’aprile scorso.

“Una realtà tutta diversa da quella raccontata”

“L’associazione “Nardò Liberal” ha avviato in queste settimane un lavoro di approfondimento su alcuni fra i procedimenti amministrativi ipocritamente sbandierati da Mellone come successi della sua amministrazione. Emerge, purtroppo – si leggeva nella nota di Risi (foto) – una realtà del tutto diversa da quella raccontata da Mellone. Clamoroso il caso dell’ex gerontocomio, dato per “venduto” a fronte di opere pubbliche per 1.630.000. E’ tutto da rifare. Il procedimento è, infatti, viziato, ad esser generosi, da una lunga serie di errori e sviste. Le illegittimità sono insanabili. Clamorosa quella dell’art. 191 del codice degli appalti (cessione di immobili in cambio di opere)”.

Il risultato di tale situazione è, per l’ex Sindaco, chiaro: “La vendita deve considerarsi a tutti gli effetti nulla e che l’opera incompiuta dovrà “rientrare” nel patrimonio del Comune. Addio al milione e mezzo di opere pubbliche promesse da Mellone o date quasi per fatte e addio al nuovo palazzetto dello sport: Nel frattempo, dopo l’elezione a Sindaco di Mellone, sono spariti anche i privati che volevano realizzare il nuovo palazzetto a loro spese.
Resta il buio assoluto.

“L’acquisizione dell’immobile mai avvenuta”

Anche per il consigliere comunale pd, Lorenzo Siciliano, che nel marzo dell’anno scorso aveva chiesto pubblicamente notizie sui lavori da avviare “a quasi un anno di distanza dalla vendita”, rileva che l’immobile – tre piano per 1.820 metri quadrati di copertura – sembrerebbe ancora nella disponibilità del Comune e che l’acquisizione da parte della società leccese non sarebbe mai avvenuta, nonostante siano trascorsi 17 mesi dall’aggiudicazione (ne rimarrebbero 19 per realizzare il palazzetto dello sport).

Nonostante questo tambureggiare di notizie, cifre, date e annunciati ricorsi (Corte dei conti, Procura), dal Comune non si registra nessuna presa di posizione. Da voci bene informate, si sa di riunioni tra il Sindaco e il suo staff su di una eventuale replica ad un quotidiano che ha sollevato il caso. Poi più nulla.

In Comune si studia la linea, intanto bocche cucite

Giuseppe Mellone
Il Sindaco Giuseppe Mellone

La linea dell’Esecutivo potrebbe attestarsi, a quanto pare, su due capisaldi: il codice degli appalti indicato da Risi non c’entrerebbe poco con la procedura della manifestazione d’interesse con avviso pubblico; secondo, a breve dovrebbe approdare in Giunta il progetto esecutivo del Palasport per il quale stanno arrivando gli ultimi pareri.

“Ma la società acquirente, che dovrebbe costruire materialmente l’impianto, si è tirata indietro?”. Alla domanda c’è chi si stringe nelle spalle: “A noi non risulta”. Certo è però che mettere su un Palasport da 1.500 posti nei restanti 19 mesi dei tre anni pattuiti, non sembra impresa facile.