Estate e Coronavirus: a Porto Cesareo prove di “convivenza” sulla spiaggia

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Porto Cesareo – Che estate sarà per Porto Cesareo? Il desiderio unanime è la normalità. Nei giorni scorsi il sindaco Salvatore Albano ha espresso la sua amarezza per il prolungato periodo di emergenza sanitaria che mina la sessione estiva, fondamentale per il sostentamento delle attività e delle famiglie cesarine: «Siamo stanchi e un po’ sfiduciati in questo periodo di stress emergenziale. Riceviamo informazioni frammentarie, non abbiamo idea di cosa ci preservi il futuro dal punto di vista sanitario ed economico-commerciale, con una stagione estiva incerta alle porte. Abbiamo voglia di riprenderci la nostra vita e di viverla a modo nostro. Abbiamo voglia di lavorare, di riaprire i negozi, i ristoranti, gli alberghi, di sentirci vivi, insomma”, ha dichiarato il primo cittadino cesarino.

Il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha di recente autorizzato la pulizia e la sistemazione degli arenili prima dell’arrivo della calda stagione e gli operatori salentini della Cna Balneari sono alle prese con le prove di organizzazione di spiagge e ombrelloni ad una distanza che possa essere compatibile con le prescrizioni anti contagio. Ombrelloni, lettini ed altro materiale sono in questi giorni in via di predisposizione presso il Lido Bacino Grande, tra i più antichi del litorale jonico-salentino.

Prove tecniche d’estate

«Stiamo lavorando per tempo e insieme agli altri operatori del settore – afferma l’amministratore Luigi Marzano – per assicurare un’estate sicura e protetta a coloro che frequenteranno le nostre spiagge. Presto presenteremo le nostre idee ai tavoli in cui saremo chiamati per aiutare chi dovrà redigere le regole per la prossima stagione turistica».

Al momento, però, sono più le nubi che i raggi di sole ad incombere sulla prossima stagione: «Abbiamo bisogno di risposte rapide e inequivoche per poter realizzare gli standard qualitativi che abbiamo sempre offerto qui a Porto Cesareo a decine di migliaia di turisti ogni anno, italiani e stranieri. E soprattutto dobbiamo incominciare a dare risposte alle tante famiglie che incominciano a telefonare, anche da fuori regione», ha aggiunto Marzano.