“Erasmus day” è partito tra ricordi, emozioni, lezioni. E prossime partenze da Alliste per Romania e Turchia

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Alliste – C’era l’eccitazione delle grandi occasioni stamattina nell’androne della scuola media intitolata a Italo Calvino, uno scrittore che invitava a trattare con leggerezza anche questioni importanti. E con la necessaria leggerezza studenti, insegnanti e addetti scolastici hanno inaugurato il primo dei tre giorni dell’Erasmus day.

“Cosa avremmo mai potuto fare senza l’Europa?” chiede retoricamente la dirigente Filomena Giannelli (foto), che regge anche il Comprensivo di Melissano. La risposta la conosce lei, come i suoi collaboratori, come i ragazzini, tutti presi dalla sfilata dei loro compagni con in mano i cartelli dei Paesi europei visitati in questi anni: Turchia, Romania, Polonia, Portogallo, Lituania, Ungheria, Guyana Francese persino.

Non avrebbero potuto fare molto, questi scambi sarebbero rimasti impossibili, come le conoscenze e il valore della propria ed altrui realtà scolastica e sociale. Vanno nell’aria le note degli inni nazionali (suonati dagli scolari che seguono l’indirizzo musicale) di questi Paesi così lontani e in procinto di altri incontri, nelle aule e nelle case degli ospitanti che, a loro volta e poco dopo, diventeranno ospiti.

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Compiuto un lungo percorso

“Abbiamo avuto i primi contatti con Bruxelles – ricorda la dirigente – nel 2001, per capire come fare, come muoversi per poter ottenere i fondi per queste iniziative”. Le procedure non erano e non sono certo facili e per questo, con una sapiente operazione di coinvolgimento di ogni singolo elemento della scuola, ci si è dotati di un comitato tecnico-scientifico.

I primi passi Poi si sono mossi i primi passi, con i progetti che allora si chiamavano Socrates e Comenius, prima di essere raggruppati nella sigla Erasmus ed Erasmus +. “Una comune origine, un comune futuro” si legge in un cartellone di cinque anni fa.

L’attenzione che ci mettono i ragazzi quando parla la loro dirigente di Europa, di Unione, non può certo sorprendere: loro l’hanno vista l’Europa, toccata, respirata, mangiata. E anche, in qualche  momento, temuta.

Qualcuno ha rifiutato di progettare con “gli italiani”

Avevamo cercato di realizzare dei progetti con partner del Belgio ma ci siamo sentiti dire “no, con voi del Sud Italia no, siete degli incapaci””, ricorda una docente che con tutti gli altri ha insegnato a non avere pregiudizi, a non essere chiusi verso gli altri, a notare le diversità  che non sono ostilità neppure quando – come col Belgio – si chiudono le porte in faccia agli “italiani incapaci”.

Un altro episodio simile si è verificato con scuole svedesi e finlandesi: “Il progetto lo facciamo noi, voi se volete aderite”. Ma piano piano lo spirito di convivenza e accoglienza, assieme alla preparazione, l’ha avuta vinta davanti a sette progetti approvati dall’Ue, referente il professore Quintino Cavalera.

Sette progetti approvati e finanziati

“Abbiamo imparato tanto dagli altri: in Repubblica ceca, nella Guyana francese – raccolta la dirigente – abbiamo visto fior di edifici scolastici, una meraviglia, ben curati e mantenuti. Quando siamo tornati a casa ed eravamo in attesa di ricambiare la visita, ci siamo guardati intorno e ci siamo detti che la nostra scuola non era all’altezza. E allora tutti quanti, genitori compresi, ci siamo messi e l’abbiamo ripitturata”.

Il segreto dei successi si chiama squadra“, ripete, mentre i ragazzi guardano nello schermo che trasmette immagini in diretta dalla Romania e dalla Lituania; qualcuno riconosce qualcun altro. Agli inizi i ragazzi  piangevano quando si partiva per andare fuori; dopo si piangeva al momenti dei saluti per tornare a casa”.

Si riparte per la Romania e la Turchia

Ora sono pronti a ripatire: l’11 novembre per la Romania, il 26 per la Turchia che con la Grecia e la Spagna partecipa al progetto Miti e leggende.

Ecco cosa ci ha permesso l’Europa – conclude la professoressa Giannelli, piena di entusiasmo – ci ha consentito di conoscere gli indigeni che accompagnano i bambini a scuola uscendo dalla foresta.

“Coloriamo l’Europa” L’orchestrina – curata dall’associazione musicale Junior Band di  Miriam Caputo di Melissano, suona, sottolinea i passaggi della prima giornata; la prof Donatella Coppola gestisce – come ha fatto fin dagli inizi – la giornata, mentre le targhe, che testimoniano i sette progetti con la scuola protagonista, prendono il loro posto al lato di una grande mappa. Con dentro l’Europa.

 

 

 

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