Gallipoli – Primi risultati della campagna umanitaria della Caritas diocesana di Nardò-Gallipoli appena avviata al fine di assicurare, in questi giorni di freddo polare, un tetto e un piatto caldo a chi ne ha bisogno. Sono state ben 18 le persone sinora individuate e assistite, undici della quali sono ospitate nel centro “AgaPolis” presso la chiesa Sant’Antonio di Gallipoli (parroco e direttore del centro è don Salvatore Leopizzi, di Gallipoli). Sorto come centro di seconda accoglienza estiva per soli uomini (non solo stranieri, ma anche gente del luogo con problemi abitativi) e per la sola notte, il centro è stato aperto in via eccezionale per far fronte all’emergenza provocata dal gelo.

I nuovi ospiti sono immigrati rimasti in zona dopo aver lavorato d’estate nelle campagne di Nardò. Per il pranzo vanno ad aggiungersi agli altri ospiti della mensa della carità “San Francesco d’Assisi” (direttore don Santo Tricarico, di Gallipoli) che è operativa già da tre anni nel centro storico. Al ristoro serale  provvede, per quel che può, la comunità parrocchiale, sempre col contributo della Caritas. Una persona del posto, invece, senza fissa dimora e con la febbre molto alta a causa dell’influenza, è ora ospitata, dopo le cure necessarie, a Galatone, nei locali della chiesa dei “Santi Medici” (parroco don Fabrizio Rizzo, di Copertino). Un’altra persona abbisognevole di aiuto è invece ospitata in un “b&b” sempre della zona. Ad altri cinque, tra gli indigenti  recuperati nelle campagne della zona, è stato assicurato un casolare, attrezzato per l’occasione con stufe e gas.

Pubblicità

Don Giuseppe Venneri «Per ora abbiamo tamponato l’emergenza. La settimana prossima – afferma il direttore della Caritas diocesana don Giuseppe Venneri – di concerto col nostro vescovo mons. Fernando Filograna, che sta assicurando la sua fattiva presenza, dovremmo prendere in affitto per alcuni mesi un paio di appartamenti coi quali riuscire a far superare almeno questo periodo invernale garantendo così un minimo di dignità a nostri fratelli che vivono nel bisogno, non solo immigrati ma anche nostri concittadini».

Pubblicità

Commenta la notizia!