Elisabetta, la volontaria tra i bambini d’Etiopia

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Elisabetta Di Seclì

Taurisano. Il villaggio di Gambo in Etiopia è uno dei territori più poveri dell’intero pianeta ed è il posto dove Elisabetta Di Seclì, giovane infermiera di Taurisano, da qualche anno trasferita a Reggio Emilia per lavoro, ha vissuto un’esperienza di volontariato straordinaria e intensa, per certi aspetti drammatica, per la precarietà strutturale e le difficoltà che quotidianamente si è trovata ad affrontare. L’esperienza in Etiopia fa parte delle attività del Gaom,  Gruppo di amici ospedalieri missionari, di cui Elisabetta Di Seclì fa parte attiva. Il Gaom dal 19 gennaio al 17 febbraio 2013, dando continuità al progetto avviato da anni, ha inviato un gruppo di 23 volontari, comprendente medici, infermieri, architetti e ingegneri, che, ognuno per la propria professionalità, hanno prestato servizio in ospedale o continuato a progettare e dirigere i lavori per la costruzione di una fattoria, dove allevare vacche per la produzione del latte per le emergenze pediatriche della zona. Elisabetta ha lavorato nel reparto di pediatra dell’ospedale di Gambo, dove ha avuto modo di toccare con mano situazioni inverosimili, ha visto veramente “cose dell’altro mondo”, come la stessa ci spiega: «È difficile capire certe situazioni se non le si vive in prima persona, posso solo dire che ho visto tanti bambini in pessime condizioni, gravati da malattie indicibili quali lebbra, malaria, mal nutrizione, ustioni di massimo grado. Ho preso in braccio bambini il cui spessore del polso non superava la grossezza del mio dito mignolo, ho lavorato in un ospedale di 35 posti, quando, invece, il fabbisogno era ampiamente più elevato, per cui un letto doveva ospitare almeno due bambini. Insomma, un posto veramente fuori dal mondo, verso il quale dovremmo tutti quanti rivolgere più attenzione».