Elezioni ancora lontane ma clima incandescente a Nardò, tra accuse e querele

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Comune di Nardò

Nardò – Alle elezioni comunali mancano più di cinque mesi ma il clima a Nardò è già incandescente. Querela preannunciata da parte del candidato sindaco Pierpaolo Losavio, tirato in ballo nei giorni scorsi dal capogruppo di “Andare oltre”, Gianluca Fedele, in merito alla vicenda del Centro di procreazione medicalmente assistita (chiuso a Nardò ma non ancora aperto a Lecce).

In sostanza, se Fedele accusa il “biologo” Losavio di avere “interessi personali malcelatamente mescolati a quelli collettivi” sul Cpa (“al quale è legato professionalmente”), quest’ultimo replica parlando di “un attacco professionale e personale scomposto” e di insinuazioni “che meritano una querela per diffamazione, cui in queste ore i miei legali stanno già lavorando».

La polemica sul Cpa

Pierpaolo Losavio

«Il Centro di procreazione medicalmente assistita è un tema scottante, di cui giustamente si sono occupati tutti i candidati alle Amministrative e le personalità a loro vicine. Le dichiarazioni rilasciate in merito al Centro – spiega Losavio – non sono mai state fatte a titolo personale, ma a nome delle liste che mi sostengono e che da ormai oltre un anno pongono l’attenzione su una questione (e su tante altre) che è vitale per molti pazienti».

Losavio poi rilancia: «Subisco da questo signore un attacco personale e professionale al solo fine di difendere Mellone dai pasticci che sta collezionando nelle ultime settimane. Potremmo agire allo stesso modo, ricordando al consigliere Fedele che con una mano è il delegato dell’Amministrazione ai servizi cimiteriali e con l’altra un parente molto prossimo di una dipendente della cooperativa che gestisce il cimitero. Lo spostamento del centro presso il “Fazzi” non cambierebbe tra l’altro in alcun modo la mia posizione contrattuale e lavorativa».

La crisi Covid

Mino Frasca

Sulla crisi economica dettata dall’emergenza Covid interviene il candidato Sindaco Mino Frasca, ricordando come varie Amministrazioni “intervengono a sostegno di tutte le attività commerciali per risolvere il pagamento della Tari e della Tosap, tasse che più incidono sulle tasche di chi cerca in tutti i modi di ripartire”. «A Nardò invece, la montagna partorisce il topolino: l’Amministrazione crea un sito e-commerce per le attività commerciali neretine, già sponsorizzato a dicembre e rilanciato a Pasqua…vuoto e fermo». In precedenza, Frasca aveva detto la sua sull’ordinanza regionale che da oggi ha riaperto le scuole sino alla prima media: «Ancora una volta il “passo più lungo della gamba”. Si decide del destino dei nostri figli senza garantire loro un minimo di tutela».

Frasca fa riferimento agli interventi sull’edilizia scolastica ricordando il bando nazionale “per la manutenzione straordinaria di adeguamento impiantistico e antincendio delle scuole, per il quale molti comuni del Salento hanno ottenuto cospicui finanziamenti”. L’accusa rivolta al sindaco Mellone è quella di dare “precedenza sempre e solo alle opere di facciata”. tra i problemi quello dell'”assenza di connessione internet all’interno delle strutture scolastiche, che portano alunni, docenti e personale scolastico ad arrangiarsi; assenza di comunicazione tra genitori e segreterie scolastiche; una mancata organizzazione dei mezzi di trasporto. Il sistema scuola, a Nardò, fa acqua da tutte le parti”.

La condotta sottomarina

Marcello Greco

Sul “mega appalto” della condotta sottomarina si concentra, invece, il consigliere comunale di “Andare oltre” Marcello Greco, che afferma: «Con l’asse  Alemanno – Falangone è rinato il partito della condotta sottomarina». Viene chiamata in causa l’onorevole neretina del Movimento 5 stelle, Maria Soave Alemanno, che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione in Parlamento. «Il mega appalto della condotta sottomarina trova una cordata di sostenitori capeggiati dall’on. Alemanno, lo sponsor  principale del candidato di estrema sinistra Carlo Falangone», spiega Greco ricordando lo “scarico zero” voluto invece da Mellone.

La condotta sottomarina “dovrebbe infilarsi come una siringa nel mare di Portoselvaggio, per iniettare i reflui fognari. Una porcheria che per anni le associazioni ambientaliste hanno confermato combattuto e che è stato già definitivamente  cancellato dalle decisioni assunte, a ogni livello, in questi anni”, spiega Greco secondo cui lo scarico in mare “allontana i reflui fognari dalla costa e li getta un po’ più in là”: «Se si facesse la condotta sottomarina, nel mare di Portoselvaggio, recentemente eletto a Oasi blu, arriverebbe acqua sporca e senza alcuna possibilità di controllo”.
Dal consigliere di maggioranza giunge, invece, il sostegno allo “scarico zero” voluto da Mellone: «Punta a purificare l’acqua al massimo grado di depurazione, riconsegnandola alla natura, all’agricoltura e alle falde acquifere. Una tecnologia che, è bene ricordarlo, è del tutto simile a quella in uso a Martina Franca. Non fantascienza, quindi, ma solida realtà».