Efsa: «I funghi ci sono ma non sono letali»

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Ivano Gioffreda di “Spazi popolari” di Sannicola
Ivano Gioffreda
di “Spazi popolari” di Sannicola

GALLIPOLI. «Non esiste al momento alcuna evidenza scientifica che comprovi l’indicazione che alcuni funghi, piuttosto che il batterio della Xylella fastidiosa, siano la causa primaria della sindrome da disseccamento rapido degli olivi osservata in Puglia»: l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di Parma risponde così alle ipotesi ufficiali avanzate dall’associazione ”Peacelink“ solo poche settimane fa. L’organizzazione,  con una lettera firmata dalla presidente Antonia Battaglia, si era rivolta “con urgenza” al direttore generale dell’Efsa, Bernhard Url, chiedendo chiarezza e nuove indagini.
«Abbiamo ricevuto dalla Ngo italiana Peacelink informazioni scientifiche e tecniche secondo le quali la Xylella fastidiosa non è la causa del fenomeno del declino degli ulivi dell’Italia meridionale ma un elemento endogeno riscontrato negli alberi, attivo o aggressivo solo se in presenza di una serie di funghi (…) che infettano la pianta e creano le condizioni favorevoli per lo sviluppo del patogeno. Allo stesso tempo, la Ngo sostiene che esistano trattamenti efficaci per debellare questi funghi…”, riferiva il 2 aprile l’Autorità per la sicurezza alimentare sul suo sito. A seguito di questa lettera, la Commissione Ue aveva subito chiesto all’Efsa di esaminare gli studi scientifici citati, tra i quali compaiono anche le informazioni e i video forniti da Ivano Gioffreda, attivista agro-ambientale portavoce del comitato “Spazi popolari – i colori della Terra” di Sannicola.

Oggi, dopo aver effettuato le analisi richieste, l’Efsa non conferma le ipotesi di “Peacelink”, restando in linea con il rapporto prodotto lo scorso gennaio, che la Xylella fastidiosa fa di sicuro parte del complesso di funghi e patogeni che infestano gli ulivi malati. L’Autorità sottolinea pure “che non esiste alcuna evidenza scientifica tale da provare che il trattamento della malattia fungina riduca la diffusione, l’insediamento e le conseguenze della Xylella, sebbene una corretta gestione del campo sia benefica per la salute delle piante”. Dalle indagini effettuate da Efsa risulta, inoltre, che “i funghi tracheomicotici spesso associati all’avvizzimento dell’olivo potrebbero essere coinvolti nella sindrome Codiro. Tuttavia, “la ricerca non stabilisce né dimostra che tali funghi siano la causa primaria del declino delle piante”.
I risultati delle analisi, giunti all’alba della prossima riunione del Comitato permanente per la salute delle piante prevista per il 27 e 28 aprile a Bruxelles sono molto importanti. In quelle date, infatti, verranno ridiscusse le misure Ue anti-Xylella.