Edificare entro i 300 metri dal mare si può: lo dice il Tar. Il caso a Mancaversa (Taviano)

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Luigi Ratano

Mancaversa (Taviano) – È una sentenza destinata a far discutere quella con il quale il Tar di Lecce riconosce la possibilità di edificare nei “territori costieri”, ovvero nella fascia dei 300 metri dal mare. I giudici amministrativi hanno dato ragione ad una residente di Mancaversa (marina di Taviano) che si era vista negare tale possibilità sulla base della (finora) univoca interpretazione del Piano paesaggistico territoriale regionale. Dall’entrata in vigore del Pptr, avvenuta nel 2015, sia la Regione Puglia che la Soprintendenza hanno sempre sostenuto che nessuna nuova costruzione potesse essere realizzata in tale fascia.

Ora, invece, il Tar Lecce, con sentenza n. 638 del 16 giugno scorso, ha stabilito che pure nei 300 metri dal mare è possibile edificare purché lo strumento urbanistico comunale classifichi tale zona come “A” o “B”. Occorre, dunque, che l’area in questione sia parte integrante del tessuto urbano. «In tali casi – fa sapere l’avvocato Martino Alberto Grimaldi, che insieme al collega Antonio De Ronzi ha difeso la ricorrente – non opera nessun automatismo ma bisogna operare una valutazione su ogni singolo caso per verificare se la costruzione che si intende realizzare si armonizza in termini di compatibilità con il paesaggio costiero».

Il divieto non può essere “assoluto”

La costa tra Mancaversa e Torre Suda

Nel motivare la sentenza, il Tar ha ritenuto prevalente la normativa nazionale (in particolare il secondo comma dell’art. 142 del Codice del paesaggio) rispetto alle previsioni del  Piano paesaggistico territoriale regionale che, dunque, “non possono essere interpretate nel senso di inibire in assoluto ogni nuova realizzazione, benché in prossimità della costa”.

Soddisfatto per quanto deciso dal Tar è Luigi Ratano, presidente del Collegio dei geometri della provincia di Lecce, secondo il quale “sono molti i proprietari e gli operatori del settore tecnico, soprattutto in Salento, che da oggi possono sentirsi più sollevati nel sapere che potranno concretizzare le proprie aspettative edificatorie anche vicino la costa. Abbiamo bisogno di completare il tessuto urbano dei comuni costieri e delle marine, consentendo a chi ha voglia di investire di costruire nelle porzioni di territorio edificabile non ancora utilizzate. È un’occasione straordinariamente importante che può rappresentare davvero il volano per la ripresa del settore edile”.