È nostro. Nutriamolo di piccoli gesti

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fernando d'aprile
La legge istitutiva è del 2006, il piano regolatore è di otto anni dopo. D’accordo, si poteva fare prima (e secondo qualcuno meglio) ma intanto il parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo, si può dire che adesso è davvero nato. Nero su bianco, nelle 33 pagine delle norme di attuazione ci sono gli scopi e come raggiungerli, le classificazioni urbanistiche che indicano cosa si può fare, cosa no e cosa c’è da rimuovere; quali attività economiche vecchie e nuove sono consentite in un ecosistema tanto unico quanto delicato. Sono state individuate anche le aree di sosta per l’estate, arretrandole rispetto a dune e pinete del litorale.

Certo, qualcuno storcerà il naso, abituato com’era a fare di un bene pubblico un uso del tutto personale e “libero”, ma si spera che i più comprendano il passo fatto e il regalo incartato da donare a figli e nipoti. E non solo di Gallipoli: già altri studi (il piano delle coste, ad esempio) hanno rimesso al suo posto il sistema di correlazioni che intercorre tra il litorale jonico, fino alle marine di Ugento, e l’entroterra fino alle Serre. È la nostra storia a dirlo.

Il piano appena varato pensa, tra l’altro,  anche agli elettrodotti, a come alleggerire queste presenze. Sarebbe bello se noi pensassimo, nel nostro piccolo, ai rifiuti dei nostri pic nic o agli scarti domestici (nell’area naturalistica ho trovato tra la vegetazione un pesante lampadario…). Il parco è lì e vorrebbe essere trattato come merita: un bene di tutti.