È difficile tornare alla normalità

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fernando d'aprileÈ difficile, molto difficile, invertire usanze e tendenze consolidate, ancorché palesemente illegali. Spianare macchia mediterranea, in pieno parco naturale “protetto” per ricavarne parcheggi e lucrare alla grande. Montare la tenda sulla spiaggia per settimane, con annesso fuocherello serale. Chiudere, in orario, una macelleria e poi riaprirla poco dopo senza autorizzazione come braceria con tanto di musica tecno.

Ottenere 50 metri quadri di suolo pubblico, pagare quanto previsto e poi farli diventare di nascosto 80, 90,100. Chiedere soldi a chi ha lasciato l’auto in area delimitata da strisce bianche. E pagare. Arrivare sulla litoranea e aprire la propria friggitoria ambulante al primo spazio utile. Sparare ben oltre gli orari stabiliti e accettati, decibel come bombe da lidi diventati tacitamente discoteche. Parcheggiare davanti a porte, cancelli, divieti di sosta e andarsene tranquilli…

Eh sì, ce ne vuole di lavoro. E di tempo. E di perseveranza, annullando i continui tentativi di sfondamento. Ma c’è chi assicura che si può vivere lo stesso, si può stare bene tra le regole che mentre tolgono qualcosa, danno in maggior misura. E si può guadagnare lo stesso, magari allungando la vita ai beni su cui poggiano le proprie attività. Dicono pure che non ci vuole poi tanto, se ci si converte alla civiltà.