E’ ancora estate ma a Gallipoli comincia il Natale, con la magia della Pastorale nel centro storico

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Gallipoli – Nonostante il perdurare di temperature quasi estive, a Gallipoli già da domani, martedì 15, ricorrenza di Santa Teresa, si respira aria di Natale:  i tempi liturgici in riva allo Jonio, almeno in questo caso, non coincidono infatti  con quelli del calendario romano, secondo cui i bisogna invece attendere la prima domenica d’Avvento, che quest’anno coincide col primo di dicembre).

Stabilire le origini e i perché di questa tradizione tutta gallipolina sarebbe come voler delimitare i confini dell’orizzonte. Da queste parti è così da sempre, quasi: il Natale ha inizio con Santa Teresa, e la prima pastorale (la melodiosa nenia natalizia appunto con la quale i musicisti gallipolini annunziano il Natale per le strade del centro storico, al suono dei violini, mandolini, chitarre e fisarmoniche) la si ascolta proprio nel giorno dedicato alla Santa d’Avila.

La prima Pastorale e le prime pittule

A Gallipoli sulla spiaggia della Purità pittule per la festa di S. Teresa (ottobre 2014)

Non solo la prima pastorale, ma anche le prime pittule  (proprie del periodo natalizio) farcite con ogni ben di Dio dei frutti del mare (la seppia, il calamaro, i gamberetti, la “minoscia”) non potranno mancare sulle tavole dei gallipolini, accompagnate magari da un buon bicchiere di vino e da un altrettanto sostanzioso piatto di baccalà con le patate: a Gallipoli, si sa, la tradizione è legge, e guai a trasgredirla.

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C’è chi dice che tutto quanto risalga a quando  i pescatori gallipolini, da sempre legati alle suore del monastero di Santa Teresa, suonavano, durante le funzioni del 15 di ottobre in onore della santa,  una nenia poi divenuta la “pastorale gallipolina”; le suore, per sdebitarsi con loro, offrivano delle frittelle addolcite con una manciata di zucchero.

L’ultima novità dentro un’antica tradizione

Da qualche anno, poi, condizioni meteo permettendo, un gruppo di assidui e ben affiatati bagnanti con a capo Vicè Vincenti seguito da Franco e Giacomino De Vita, Enzo Garzia, Pippi Tricarico e Oreste Cazzella,  è solito accompagnare al rituale bagno nel mare della Purità (nella foto un  gruppo di bagnanti del 2014), anche la degustazione delle pittule annaffiate da un corroborante bicchiere di vino. Col sottofondo, naturalmente, del melodioso suono della pastorale. L’appuntamento è dunque a mezzogiorno in punto, alla Purità.

A chiusura della giornata, sempre nel centro storico, dopo la messa celebrata alle 18,30 dal vescovo della diocesi, mons. Fernando Filograna nella chiesa di Santa Teresa, ci sarà, nell’adiacente cortile dell’ex palazzo vescovile un momento di festa solidale organizzato dai volontari della Mensa della Carità “San Francesco d’Assisi” presieduta da don Santo Tricarico), con degustazione di pittule e un mercatino di manufatti, confetture, dolci, pasta fresca e altro.

Dopo la messa la prima “uscita”

Sempre dopo la messa, alle 19, ora come allora  in onore delle suore claustrali di Santa Teresa, il gruppo di musicanti capitanati da Alberto Gorgoni, dopo essere uscito dal “Frantoio del Vicerè” di via Santa Maria  suonerà la “pastorale gallipolina” dapprima in chiesa e, subito dopo, per le vie della città vecchia.

(Nella foto in alto il gruppo di Alberto Gorgoni suona nella chiesa di Santa Teresa la Pastorale)

 

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